Il campo emesso dai suddetti manufatti è di tipo elettromagnetico ed i rischi derivanti dall'esposizione a questo tipo di inquinamento, chiamato elettrosmog, sono in via di indagine: l'incalzante polemica sulle antenne radio-televisive ha dato il via a una serie di studi che fin'ora hanno dimostrato che, nonostante i carichi di campi di forze molto "importanti", e nonostante si siano riscontrate particolari forme tumorali nelle persone abitanti le aree limitrofe, le evidenze epidemiologiche non sono direttamente collegabili all'esposizione ai campi elettromagnetici emessi da queste antenne. Non è stato dichiarato "rischio zero", ma "rischio minimo", cioè in qualche modo compatibile con l'ambiente, la salute e lo sviluppo di vita sociale.
Dal momento che non c'è un reale rischio, ma comunque una enorme ondata emotiva da parte del cittadino, quest'ultimo deve essere educato alla comprensione: sarebbe meglio indirizzare la volontà di informazione verso un media informativo che lo aiuti a tollerare la situazione di convivenza con queste strutture, anziché dargli una referenza. In pratica il citadino dovrebbe essere informato correttamente dai giornali e non solo se si rivolge personalmente all'ARTA.
Una caratteristica del campo elettromagnetico è quella di dimezzarsi con il quadrato della distanza, ed è tanto più intenso quanto più vicino alla sorgente: ecco perché le antenne televisive sono isolate a L'Aquila sul monte di Roio, ed intorno ad esse c'è una cosiddetta "zona di rispetto" all'interno della quale non è possibile costruire edifici.
Il campo elettromagnetico generato da un' antenna televisiva o da un elettrodotto che trasporta un elevato numero di volt, è maggiore a quello dell' antenna cellulare; quest' ultima, tra tutti i generatori di campi elettromagnetici, è il più basso. La sua emissione (stiamo parlando di livelli al di sotto di 1000 elettronvolt) è metà di quella di un comune televisore. Quest'ultimo se rimane acceso per molte ore durante la giornata è una fonte di inquinamento da elettrosmog di gran lunga superiore a quello delle antenne; il forno a microonde viene tollerato all'interno dell'ambiente domestico perché è acceso per brevi periodi, ma diventa fonte di insalubrità ambientale, e quindi fattore di rischio, per un ambiente di lavoro in cui viene usato per lunghi tempi. Anche il cellulare, se lo usiamo come telefonino, genera un campo elettromagnetico, o comunque un campo di forze superiore a quello che si ha stando vicino ad una antenna cellulare: abbiamo un rischio non ancora ben quantificato, ma sicuramente maggiore di quello di un'antenna.
Non esiste infine, per tutti i motivi suddetti, un luogo non adatto ad accogliere le antenne cellulari, sia perché l'impianto produce dei campi elettromagnetici infinitesimali, sia perché, a brevissima distanza, il campo cade completamente; anche sul tetto di un edificio è allora possibile e non rischioso, fare un'installazione di questo tipo.

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