Per i fagioli "a olio" invece, la sua coltivazione a Paganica, è documentabile da persone anziane dal'inizio del secolo scorso.
Sperando in tempi migliori, oggi c'è un forte declino della produzione, dovuto sia all'alto costo della manodopera, che ad un'adeguata commercializzazione.
Così vengono coltivati su piccoli appezzamenti di terreno irriguo nella pianura del fiume Vera, da poche persone per lo più anziane, ed il mercato di questi legumi si è ridotto quasi esclusivamente al circondario aquilano con vendita diretta dal produttore al consumatore.
Nonostante ciò, i fagioli di Paganica sono un prodotto tipico locale da non trascurare e pertanto meritano un'adeguata valorizzazione per un mercato di "nicchia".
Per questi motivi, sin dagli anni novanta , il G.A.L. (Gruppo di Azione Locale) attraverso il programma di iniziativa Comunitaria L.E.A.D.E.R. (Liason Entre Action de Developpement de l'Economie Rurale), volto a favorire lo sviluppo rurale integrato di tutti i settori produttivi e la valorizzazione delle risorse storico ambientali, in collaborazione con il C.R.E.S.A. (Centro di Ricerca e Studi delle Camere di Commercio d' Abruzzo) sta svolgendo indagini territoriali relative a una serie di prodotti agro-alimentari nella provincia dell' Aquila, fra cui i fagioli di Paganica. L'obiettivo finale è quello di instaurare un rapporto diretto di fiducia tra produttore e consumatore, al quale sarà offerto un prodotto genuino, controllato e certificato in tutto il processo produttivo. Inoltre esiste la possibilità di ottenere contributi dalla Regione e dalla Comunità Europea sia per l'acquisto e l'ammodernamento delle attrezzature, sia per la commer- cializzazione.
Un fatto che dovrebbe far riflettere tutti noi Paganichesi, è che mentre gli Enti preposti trovano difficoltà a colloquiare con i nostri coltivatori per il riempimento di schede informative occorrenti per la prassi sopra descritta, i coltivatori della valle di Pratola/Sulmona si sono da tempo attivati (nella speranza di ottenere i benefici previsti dalla legge), per ottenere il riconoscimento e la certificazione dei loro fagioli "a pane " e "a olio" - essendo questi i due soli tipi di fagioli ritenuti "prodotti tipici" - sostenendo che la semina proviene da Paganica.
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