A nulla sono valsi i tentativi dei miei figli di farmi smettere di bere, e la situazione è degenerata a tal punto che abbiamo chiesto aiuto ad esperti nel campo della riabilitazione dall' alcolismo. Con uno dei miei figli una mattina ci siamo recati presso Collemaggio.
Dopo un primo incontro con la psicologa e l'assistente sociale, ne sono seguiti altri due. Abbiamo semplicemente "chiacchierato", ma quelle semplici parole, che altro non erano che il racconto della mia vita e dei miei sentimenti sono bastate ad individuare un percorso personalizzato di riabilitazione. Sono entrata insieme a mio figlio a far parte di un gruppo di alcolisti anonimi, dove ci sono degli operatori che ci seguono.
E' stato un po' duro all'inizio ma pian piano il cammino è diventato più tollerabile, e assicuro che con una dose di buona volontà "ce se la può fare"!!!!
Ora mi sento molto meglio... e giuro che provo una certa vergogna di come ero prima: mi vergogno non perché bevevo, ma perché non chiedevo aiuto, né lo volevo! E' importante rendersi conto che l'alcolismo è una malattia, e come tale va affrontata: seguendo una terapia adeguata e personalizzata.
La molla che mi ha fatto scattare e prendere questa decisione è stato il disagio crescente e la sofferenza che arrecavo a me e alle persone più care. Non riuscivo ad apprezzarmi come persona, tanto diversa ero diventata. E così quel poco di amor proprio che mi era rimasto, e un po' di fiducia rimasta in me stessa mi hanno fatto prendere la decisione di smettere di bere.
La prima volta che sono andata al gruppo di alcolisti anonimi ero emozionata, mi vergognavo, ero tesa e silenziosa, provavo le stesse sensazioni di un bambino al suo primo giorno di scuola. La disponibilità e la gentilezza, l'affabilità di ogni componente del gruppo e degli operatori mi hanno fatto sentire accolta sin dal primo momento, e come non mi sentivo da molto tempo.
Una disponibilità totale e sincera sia nei miei confronti che in quelli di mio figlio che segue insieme a me il percorso di recupero. Non solo chi è alcolista "diretto" ha bisogno di aiuto, perché l'alcool coinvolge anche chi ti è accanto: se l'alcolista pensa sempre alla bottiglia, il familiare pensa sempre all'alcolista, rischiando quest'ultimo di farsi trascinare nel vortice di distruzione !
Sono passati quattro mesi e mi sento bene. Non mi passa per la mente di abbandonare il gruppo, o per essere più precisa i gruppi. Il primo si trova a Collemaggio e l'altro a viale dei giardini, presso il centro Celestiniano sempre a L'Aquila.
Se volete informazioni più precise scrivete a L'Albero, anche in maniera anonima. Io mi firmo col nome di MICIA... sennò che alcolista anonima sarei?
Altrimenti potete telefonare alla cooperativa sociale progetto salute (0862/25799), oppure al SERT (0862/368926).
Non vergognatevi di chiedere aiuto, ma di non chiederne quando sentite di averne bisogno!

Micia

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