- Se nella tua vita non ci fosse questa fede, come vivresti?
Penso male. Il nostro credo, la nostra fede, senza togliere nulla alle altre, ha qualcosa di particolare e forse per ignoranza non riuscirei a trovare in altre situazioni un altro Cristo o S.Francesco che tutt'ora sono e continuano ad essere dei punti di riferimento importanti nella mia vita. - Cosa ti senti di dire a chi vive una sofferenza come te ma non ha i tuoi stessi punti di riferimento?
La vita è "sempre" un dono prezioso e non baderei molto al nome del mio amico che me l'ha donata: unica, straordinaria, a volte carica di avventure. Se il tuo nome è Dio o è Allah a te dico grazie per questo regalo. - E per chi invece non ha né Dio né Allah?
Vuoi dire un ateo? - Si'.
C'è una forza molto grande e la nostra distrazione non ci permette di vederla: è la forza naturale che ognuno di noi ha e viene dalla vita, dal viverla, dal respirare ogni giorno tutto
l'ossigeno che la nostra vita può e sa darci. E' poi da lì che si procede come un cavallo capace di affrontare gli ostacoli del suo percorso privato dell'aiuto di un qualsiasi maestro. - Preferisci una vita dolorosa o una dolce morte?
A volte entrambe... ma grazie a Dio i miei medici optano per la prima. Sono aiutata dal loro contributo; essi idealmente possono rappresentare "le mani dei Signore": le mani che alleviano un dolore, le mani che hanno la grande responsabilità di discernere ciò che è giusto da ciò che non lo è, le mani che al momento giusto sanno stringere le tue e pronunziarti la parola "coraggio". E' una strada che si percorre insieme, vincite e perdite, fantino e cavallo. - Cosa t'ha insegnato il dolore?
Credo che il dolore m'ha insegnato a prendere tutto ciò che viene e a viverlo. O con
la forza o senza, lo vivi. Però ti insegna che c'è sempre il peggio: uno ha il cancro e non si lamenta. - Ma esiste anche il meglio.
Il meglio è vivere questo nel migliore dei modi. Il meglio è quello che abbiamo!!
PN
...dal vocabolario
eutanasia [comp. di eu - 'bene', 'buono' e di un deriv. da thànatos, 'morte']: rapida conclusione con qualsiasi mezzo atto a procurare la morte in modo non doloroso, di un processo patologico a prognosi infausta ed accompagnato da sofferenze intollerabili.
(cfr. N. Zingarelli, Vocabolario della lingua italiana, Zanichelli, Bologna 1970).