Tra critiche e disattenzioni, quella dei giovani è sempre stata una categoria oggetto di numerose discussioni. In questo numero, L' Albero ha voluto mettere insieme il punto di vista di una giovane ragazza, con le sue tensioni, le sue difficoltà, le sue certezze, e quello di uno studioso dell'Adolescenza, con un'analisi scientifica della situazione. Questo parallelo non ha nessuna pretesa se non quella di ricordare di quanta attenzione hanno bisogno le "sentinelle del mattino"...

Quanto segue è ciò che ci ha scritto Alessandra, 18 anni

"E' chiaro a tutti ormai come nel duemila viene giudicata la gioventù; una massa di esaltati (dicono), privi dei valori così detti fondamentali e senza uno scopo nella vita.
Ma io che ne faccio parte, posso proprio dirvi che tutto sommato non siamo tutti uguali, ma che di ragazzi con degli ideali ce ne sono ancora molti. E' impossibile forse immaginarlo per voi adulti dopo tutte le tragedie che si vedono in televisione nelle quali sono coinvolti adolescenti, ma è proprio così. E' un'età, questa, molto difficile per noi, dove il più delle volte anche i piccoli problemi ci sembrano insormontabili, ma tutto ciò è necessario per prepararci ad affrontare la vita vera, e cioè quella degli adulti, dove di difficoltà realmente grandi ce ne sono molte. Il più delle volte siamo spinti ad attaccarci ad una persona, un amico oppure al ragazzo o la ragazza e tutto per cercare di affrontare le difficoltà di tutti i giorni. L'amore alla nostra età è qualcosa di fondamentale, di necessario, è qualcosa che ti fa star bene, ti conforta e ti dà la certezza di essere importante. E' bello amare qualcuno, poter donare tutto quello che si possiede alla persona per te più importante, anche se i rischi sono elevati, perché nessuno può sapere se quella persona è quella che ti rimarrà accanto per il resto della tua vita. Si può scegliere di rischiare o meno, basta ricordarsi però che qualsiasi cosa che succede alla nostra età, positiva o negativa, serve per prepararci ad affrontare il futuro, ci tempra, ci rende più forti.
Bisogna anche dire che la nostra società, il più delle volte, ci obbliga ad essere in un certo modo, ci plasma a suo piacere.

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