L'adolescente va, quindi, prima osservato (cosa si aspetta ad articolare, con rapida semplicità, un osservatorio interistituzionale dell'Adolescenza?), ascoltato, conosciuto, compreso , e poi non "aiutato" (perché l'adolescente vuole gestirsi da solo) ma "rispettato come Persona" con il proprio Corpo, i propri Sentimenti , le proprie capacità Relazionali e Cognitive che sta cercando di mettere in ordine per poggiare sul proprio passato il migliore proprio futuro possibile. Controllare tale difficile realtà può dare in almeno il 20% degli adolescenti il disagio di una angoscia depressiva (sollecitata dal consumismo che spinge ad avere tutto e subito per poi buttare e ... ) alla quale frequentemente reagisce creandosi o una propria realtà fantastica, meno faticosa, supportata dall'alcol, dal sesso, dalla droga - il pericolossimo spinello che rappresenta il primo cedimento della propria pesonalità a coloro che si fanno i soldi vendendolo - dalla irresponsabilità del gesto spettacolare, oppure subendo la realtà oggettiva nella distensione di una stanchezza mentale e di una noia da vivere meglio in branco (individui isolati riuniti insieme soprattutto per conformismo; il Gruppo è cosa ben più consistente e complessa) e con il supporto di miti sportivi, musicali, di sogni. Oggi la Società è immersa in numerosi problemi nuovi, complessi, derivati da uno sviluppo travolgente che non solo non determina spesso progresso, ma, nel caso, lo riserva a pochi privilegiati aumentando la disuguaglianza sociale come qui da noi. Anche la Società è in adolescenza e non si preoccupa adeguatamente di dare rispetto agli adolescenti e nemmeno, a volte, di considerare la consistenza dei problema al punto che non si vedono governanti decisi ad affrontarlo. Allora gli adolescenti spesso devono difendere da soli il loro diritto a crescere scegliendo fra mille proposte esistenziali; e chi ha più Cultura ha più possibilità di aprire il Mondo per l'ingresso della propria Personalità, per farla Essere e quindi anche per Avere. Senza Cultura non si riesce ad Essere, ma, nel caso migliore, a "credere" di Essere - ad esempio Giustiniano o Napoleone - e a volte anche ad Avere. Forse conviene credere, con una riflessione obiettiva, di più in se stesso, utilizzare la propria testa per pensare in modo aperto, ampio, accurato, concreto, costante, dinamico, processuale (ogni idea collegata con l'altra), propositivo, utilizzando la Cultura (che si ottiene in buona parte stando seduti su una sedia a leggere un bel libro) per farsi un progetto - quale traguardo voglio raggiungere in futuro? - e poi fare un programma - quante e quali tappe posso e devo fare per raggiungere quel traguardo?".
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