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Meno 30,15, 7, 2 giorni al 2000.
Ogni mezzo di comunicazione pullula di frenetiche parole. Articoli, servizi televisivi, rubriche, spot fino all' ansia per il grande evento: dove passeremo la notte del 31? Rimarremo a casa o andremo all' estero? Come ci vestiremo? E il trucco? Champagne o spumante? Panettone o pandoro? Nel caos totale mi rimane un po' di lucidità per notare che non si parla del capodanno - un po' controtendente - che io ed altre 130000 persone abbiamo scelto: vivere la mezzanotte in compagnia del Papa nella bellissima piazza San Pietro. Mentre un giornalista passo in rassegna le varie città d' Italia come le più probabili per un capodanno in piazza, sbuca fuori anche Roma, ma l' attenzione si punta sul concerto di piazza del Popolo e, solo frettolosamente, si dà la notizia di una certa veglia con il Santo Padre.
Sono le 8.00 dei mattino del 1 gennaio!
Mentre torno a casa mi scorrono davanti le immagini di una serata indimenticabile.
C' è stato Baglioni, ha cantato, ci è piaciuto: la piazza ero in delirio. Migliaia di persone felici in una notte stellata dentro una delle più suggestive cornici artistiche romane. Un profondo momento di preghiera collettivo, gospel e altri canti, la testimonianza della suora che ha preso il posto di Madre Teresa di Calcutta.
E poi ancora uno spettacolo di fuochi d' artificio, lo spumante, gli auguri. Ma il bello doveva ancora venire. E' mezzanotte: la piazza si fa di colpo silenzio. E quando torna a gridare e a cantare è perché dalla finestra antistante iI palco si affaccia una piccola f igura bianca che proclama: "Credete nel mistero dell' incarnazione, auguri!".
La piazza risponde con un lungo applauso che sembra non voler finire mai. Il Papa ci benedice e ci ringrazia per l' entusiasmo; pare che voglia rimanere con noi. E' stato allora che è iniziato veramente il 2000. Che l' augurio del Papa possa essere un augurio per tutti voi, quello con la "A" maiuscola!
Patrizia