La polizia lo ha incolpato 10 anni fa di aver ammazzato due ragazzi in uno scontro tra bande. Anche Cortez è un nero... "Avevo solo una nonna. Sono stato stuprato, ricordo le mani sporche di quello zio sulla mia bocca. A 17 anni mi hanno dato in mano 700 dollari per fare il palo. Poi lo spacciatore. Ma non li ho uccisi io. Quando ci sono dieci pistole in mano a dieci ragazzi drogati come animali, trovare il colpevole è impossibile. Ma loro il colpevole lo vogliono". Le tempie di Cortez sono invase di noduli bluastri. In queste galere ti ammazzano di botte e poi hanno il coraggio di distribuire un questionario dove elencare lamentele.. "Ho visto morire il mio migliore amico, Hermando Williams. Quando è uscito di qui quella notte mi ha abbracciato: non mollare. Lotta per vivere fino all'ultimo minuto".
Il tempo è scaduto. La sentenza di Cortez sarà domani. E forse domani la sua faccia penderà insieme alle altre in quella stanza vietata ai vivi. Scappiamo via dal casinò della morte. Prima di uscire incontriamo una donna. Suo marito, Nathsan Fieds, accusato di omicidio, è l'ultimo innocente che questa galera forse non riuscirà ad ingoiare. Ma per cercare di tirarlo fuori ci ha messo 12 anni. "Il suo giudice Thomas Malony è stato ricusato. Era corrotto. Ma anche il secondo lo era. Poi due testimoni hanno confessato di aver mentito sotto pressioni della polizia". Sono centinaia in questi processi i testimoni ricattati dai poliziotti. "Lui tornerà, ma chi ci ripagherà l'inferno di questi anni? Il suo avvocato dormiva in aula. L'altro mi ha chiesto 30 mila dollari. E' il minimo per un processo così. La galera è un business schifoso per lo stato. Una telefonata dal carcere costa quasi tre dollari. Un pasto diverso almeno 50". A New York, il giorno dopo, scopro che contro gli abusi ed i trucchi del casinò della morte si sono schierati un gruppo di avvocati senza paura.
E con loro sfilano gli ultimi lazzari d'America: George White, condannato per aver ammazzato la moglie e salvato dopo 7 anni; Ellen Flasonover, ritenuta colpevole di omicidio nell'83 e liberata lo scorso agosto; Rolando Cruz, accusato di aver ammazzato una bambina di 10 anni, tenuto in galera nonostante la confessione di Brion Dugon e rilasciato perchè da solo ha smascherato la falsa testimonianza di quattro sceriffi. "Ho subito le torture più orrende: elettrodi, colliri velenosi, un microfono dove una voce sussurrava ossessionante... Volevo vivere. Non ho mai smesso di volerlo un attimo".
(Racconto tratto da: CARTOLINE DA UN INFERNO - Reportage di Stella Pende -"Chicago, viaggio nel braccio della morte").

"E'agghiacciante pensare come negli Stati Uniti la possibilità di essere condannati dipenda dallo stato sociale ed economico dell'imputato. Dei 432 prigionieri giustiziati dal 1977 il 44% proveniva da minoranze etniche. Un nero che uccide un bianco ha molte probabilità di essere condannato a morte. Molti detenuti nel braccio della morte appartenenti alla comunità afroamericana o ad altre minoranze etniche erano troppo poveri per potersi permettere un proprio legale ed erano stati rappresentati in modo inadeguato dai difensori d'ufficio...
Questo modello di discriminazione sociale o razziale si ripresenta quasi in ogni paese in cui esiste la pena capitale".
(Dal rapporto annuale di Amnesty International)

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