Basta! Oggi taglio netto ed arrivo diritto al punto: di cosa parlerò? "Ma questo fa sempre la stessa domanda?!" So leggere nei vostri pensieri!!! Ma cosa volete farci: se vi interessa la rubrica vi dovete tenere anche il curatore nonché dispotico detentore. Ecco la risposta:
Non so come commentare il libro, forse non ne sono capace e forse non c'è bisogno di commenti; è per questo motivo che decido, come al solito, di proporvi non tanto le mie parole, quanto quelle dell'autore. L'unica cosa che mi preme sottolineare è che il nostro paese ha bisogno di esprimere la propria cultura; come lo si debba fare non sarò di certo io a dirvelo: ognuno trovi il suo modo. Raffaele ha di certo trovato il suo.
Prima di far parlare il libro, però, voglio illustrarvi la sua genesi e la storia che questo racconta (non temete, sarò brevissimo!!). Nell'introduzione Raffaele stesso ci confessa che all'inizio tutto è avvenuto quasi per caso: mentre accompagnava cortesemente una sua compaesana a casa le chiese se per caso avesse qualche foto degli anni relativi alla sua giovinezza; la signora ci pensò un po' e dopo un'iniziale risposta negativa gli disse che forse "certe fotografie deju americanu ci tenessero sta' dentro alla credenza". Ed in effetti dentro la
Copertina | 2 | 3 | 4 | 5 | 6 | 7 | 8 | 9 | 10 | 11 | 12 | 13 | 14 | 15 | 16 | 17 | 18 | 19 | 20 | 21 | 22 | 23 | 24