Una settimana con Livio Bituc, uno dei ragazzi di Bucarest.
Man mano che avvicinava il 10 ottobre, giorno dell'arrivo a Paganica e dell'assegnazione alle famiglie dei ragazzi di Bucarest, mi sentivo pervadere da un certo nervosismo: s'insinuava in me la perplessità e a tratti, perché negarlo? un fastidioso, molesto interrogativo:- ma chi me lo ha fatto fare ad impegnarmi?-.
Finalmente domenica pomeriggio.
Mi avvio alla sala civica in anticipo sull'ora prevista dell'incontro, m'impegno in qualche preparativo per rendere più festosa l'accoglienza e alle 17:30, puntuali secondo le previsioni, eccoli, sotto un improvviso scroscio di pioggia, i Ragazzi di Bucarest.
Le famiglie ospitanti siamo presenti e credo che i sentimenti di tutti, in quel momento siano stati gli stessi: un incrociarsi e cercarsi di sguardi fra i ragazzi ed i presenti. Quale sarà il ragazzo a me affidato? Quale la famiglia che mi ospiterà? Conoscevo il nome del ragazzo che avrebbe trascorso la settimana nella mia famiglia, ma non il suo volto. E mentre in un tempo quasi interminabile si svolgevano i preliminari, le parole di Don Dante, del Presidente della Circoscrizione Pacifico, dell'accompagnatrice italiana Silvia, di Anna, scrutavo quei volti ed ero contenta di non essere io a scegliere, a decidere, chi doveva condividere con me l'esperienza di famiglia.
Finalmente le presentazioni e gli abbinamenti: Livio con Carmelina ed Alfredo. La prima impressione: un bel ragazzo. Il primo approccio durante il rinfresco: un po' difficile; mi è sembrato quasi scortese che mi rispondesse sempre e solo si o no. La pioggia si fa battente e ci affrettiamo a casa. Devo ammettere che la prima serata è stata la più difficile.
Per rendere l'atmosfera più festosa io ed Alfredo abbiamo invitato Aristide, Carla, Giulia e Alfredo junior, in genere i bambini sciolgono le tensioni. Ma il tutto sì è svolto piuttosto velocemente e Livio ha mostrato il desiderio di vedere una cassetta. "Che genere di film?". Agitando i pugni a colpire l'aria mi risponde : "di azione".
Ma noi non abbiamo film di azione perché non prediligiamo quel genere e gli proponiamo "Mission" con Robert de Niro.
Comincio a pensare che il ragazzo sia poco socievole, chiuso, inaccessibile. E poi? E poi invece è stata tutta una scoperta. I suoi gusti alimentari, l'avversione per le verdure (con
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