aria di trionfo va in giardino a staccare un rametto di pino per indicarmi una verdura, i miniscordi, che aveva mangiato in una famiglia precedente e che non gli era piaciuta affatto, il desiderio di collaborare.( sparecchiare, sgranare i fagioli, comunque aggregarsi a quello che si faceva) ed infine l'aprirsi al sorriso, un sorriso che lo trasformava, specialmente quando il piccolo Alfredo si esibiva nelle sue prodezze, il suo desiderio di non isolarsi, ma di gustare qualche momento di tranquillità, in poltrona, a vedere un bel film.
Livio era ormai entrato nella famiglia, con discrezione, con garbo e cordialità. La mattina specialmente o anche durante il pranzo si apriva alle confidenze e parlava di Parada, di sé, dei suoi progetti.
La rivelazione più grande l'ho avuta la prima volta che ho assistito allo spettacolo: tutti i ragazzi si trasformavano.
I loro volti da lineamenti un po' duri si addolcivano, erano disinvolti, sorridenti, professionali, e Livio diventava un altro.
La settimana è trascorsa in fretta.
È domenica 17 e si riparte.
Come al solito è Alfredo ad accompagnarlo al raduno, non mi vanno i saluti di addio. Ci scambiamo i numeri dei cellulari ed il saluto è veloce quasi brusco, sicuramente commosso, ma il sorriso di Livio mi mancherà.

Carmelina

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