Intervista a Pasquale Giambernardini, ex delegato della X circoscrizione.
Ho tante cose da dire per cercare di fare chiarezza su due anni e mezzo di lavoro giudicati con critiche ed apprezzamenti. Anch'io mi sono gettato, come altri hanno fatto, anche in un ambito non prettamente politico, su un progetto di "ristrutturazione": quello di unire il nostro paese diviso da tante iniziative più disgreganti che non rafforzanti.
Quali erano i tuoi progetti all' inizio di questa tua avventura?
Non ho mai negato la mia intenzione di dare una continuità politica a dei progetti già perseguiti e iniziati da chi mi aveva preceduto, come ad esempio l'allargamento del cimitero oppure la continuazione dei lavori presso il centro polivalente sportivo di Via Onna. Inoltre, un progetto molto più concreto e nuovo che mi ero proposto e nel quale sono quasi sempre riuscito, è stato quello di voler ricoprire una carica politica con una particolare attenzione alle esigenze della popolazione: sono stato il "delegato della gente", sempre a disposizione per ogni più piccola evenienza.
Se questo era il tuo rapporto con la gente "comune", quale quello con i membri del Consiglio di Circoscrizione?
Al di là di qualcuno che ha saputo capire la situazione e spesso mi ha dato una mano, la maggior parte dei consiglieri sono stati attenti ai loro interessi personali, pronti a sfruttare i vari problemi in maniera demagogica per averne dei propri riscontri.
Quali sono stati gli atteggiamenti di maggioranza ed opposizione?
Purtroppo sono costretto ad ammettere di aver ricevuto più contrasti dalla mia maggioranza che dall'opposizione. I consiglieri di quest' ultima, infatti, si sono comportati in modo un po' più brillante; quelli che invece sarebbero dovuti essere i miei sostenitori non vedevano l'ora che me ne tornassi a casa. Ci sono state, anche nell' ultima vicenda, delle situazioni dure da ingoiare: ad esempio, successivamente alle mie dimissioni, il sindaco Tempesta mi ha revocato la delega di Ufficiale di Governo, cosa che non mi aspettavo potesse accadere in quanto si è sempre atteso o l'arrivo del nuovo presidente, oppure l'esito della procedura di commissarimento. Un altro fatto, indice di ignoranza da parte dei consiglieri, è il seguente: il giomo 4 ottobre 2000 mi è stata tolta la fiducia dei Consiglio; nella seduta succcessiva pronunciavo le testuali parole: "... il primo passo lo farò io, rimettendo nelle mani di questo Consiglio il mio mandato di Presidente". Ebbene, né in questa né in altra assemblea successiva della X Circoscrizione è stata votata l'approvazione delle dimissioni.
Alla luce di questa esperienza, accetteresti nuovamente la carica di Presidente, se qualche istituzione te la restituisse?
Sono talmente deluso ed amareggiato che per il momento non sarei in grado di sostenere un peso simile.