MOZIONE DI SFIDUCIA

C'è stata qualche proposta da te avanzata, che ti ha portato particolari problemi politici?

Si, in realtà ho fatto una proosta che ha scatenato un vero putiferio di proteste e polemiche nel mondo politico aquilano: consapevole del fatto che, presso i locali dei Convitto verrà a sorgere fra breve una scuola alberghiera, ho richiesto che una parte dei locali dei Palazzo del Duca di Costanzo fosse destinata ad una sede decentrata di tale istituto. Abbiamo tutte le carte in regola perché questo progetto possa realizzarsi, ed inoltre duecento ragazzi a Paganica potrebbero ravvivare un paese altrimenti destinato a perire come satellite aquilano.

Nelle tue parole leggiamo una certa amarezza. Poi dirci qual è la cosa che più ti rammarica di questa esperienza?

Sono rimasto deluso dai troppi contrasti, spesso ingiustificati, che ho avuto con coloro che mi avrebbero dovuto aiutare a lavorare in favore del nostro paese. Politica, mi sono reso conto, è ormai sempre più sinonimo di falsità. Come ho detto prima, ho cercato il rapporto con la gente anche per le piccole cose: buche da riparare, tombini intasati etc... ; purtroppo anche in questo mi sono visto tagliare le gambe.

Quali sono state le motivazioni che hanno portato il Consiglio a sfiduciarti?

La mozione recita testualmente che si voleva "denunciare l'atteggiamento monocratico del presidente Giambernardini", ma a me non sembra di essermi comportato in modo così dispotico come vorrebbero far credere.

Invece tu, cosa pensi di aver sbagliato?

Ho sbagliato a voler fare la politica. La politica io non la so fare, sono più attento alle necessità della gente "comune" che non a quelle degli uomini di partito.

Perché prima ti hanno votato e poi ti hanno contrastato così alacremente?

Non mi hanno mai voluto! Fui eletto con una maggioranza non assoluta: non ebbi 7 voti, bensi 5; perciò la mia situazione è stata instabile sin dalla prima riunione.

Cosa ti si rimproverava in maniera più forte?

Secondo loro per ogni più piccolo lavoro o attività che si dovesse fare avrei dovuto contattare tutti i membri dei Consiglio. Ma, capite bene che, se mi fossi comportato come volevano loro avrei impegato molto più tempo a mettere tutti d'accordo che non ad adempiere il mio dovere e comunque oggi neanche la metà delle cose che sono state fatte si sarebbero realizzate.

FINE

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