ALL'ANDAR SI VA PIANGENDO MA AL RITORNO
SI VIENE CANTANDO

Mi alzo, metto fuori il naso e scopro uno splendido mattino di sole , a dispetto delle previsioni che mettevano pioggia e temporali. Già tutto sembra iniziare nel migliore dei modi per una giornata destinata ad essere trascorsa all'aperto; mi preparo in fretta perché mi aspetta l'autobus che mi porterà, insieme a molte altre persone, a Roma, per partecipare alla prima giornata del Giubileo delle famiglie. Arriviamo a destinazione per le undici e trenta, il pullman ci lascia al posteggio Gregorio VII, dobbiamo raggiungere S. Pietro a piedi. Una marea di gente converge nella nostra stessa strada: moltissime coppie con bambini piccoli, portati in braccio o nei passeggini, coppie di anziani, ragazzi.
Si comincia a procedere a spintoni, cercando di superare chi cammina più piano; tutti abbiamo fretta di arrivare a piazza S. Pietro per prendere un posto. Ma, aimeh! Grande è la delusione: giunti a destinazione troviamo guardie e transenne, non si potrà entrare prima delle quattordici. Il sole è cocente, siamo tutti stanchi e sudati, intanto la gente si accalca, manca il respiro, c'è chi vuol passare a tutti i costi e sì fa strada pigiando ulteriormente la folla; così va avanti per un'ora poi si aprono le transenne, ma c'è ancora da affrontare un'altra calca davanti ai posti di blocco e finalmente siamo dentro. Occupiamo proprio i primi posti; potremo goderci lo spettacolo che ci aspetta. Intorno a noi ci sono persone di tutte le nazionalità ma subito si crea una comunione perfetta, come se tutti parlassimo la stessa lingua e tutta la fatica di pochi momenti prima viene abbandonata per lasciare il posto all'entusiasmo che precede l'arrivo del Santo Padre; tutto si anima di gioia e di festa. La manifestazione si apre con l'invio e la benedizione da parte del Papa di molte famiglie che, lasciando le proprie case e le proprie sicurezze andranno ad evangelizzare nei paesi più bisognosi. Segue un concerto con artisti di parecchie nazionalità. Cantano la famiglia come culla dei sentimenti e dei rispetto umano: è questo infatti il messaggio del Santo Padre: riscoprire la famiglia come fulcro della società dalla quale può nascere un uomo e quindi una società fondata non sul denaro ed il potere ma sulla dignità delle persone, ed in seno alla quale, forti della presenza di Cristo, si può affrontare con coraggio la vita, quella matrimoniale compresa, con tutte le sue difficoltà, non arretrando davanti alla sofferenza e neppure davanti alla morte. Di questo danno testimonianza concreta alcune famiglie cristiane raccontando la foro vita. Tra queste una coppia che ha perso la propria figlia in un incidente automobilistico testimonia che veramente si può superare anche la morte con l' amore; adotta infatti due bambini handicappati, ridonando loro la voglia di vivere e di amare.
Da questa e da molte altre testimonianze di vita, che strappano ad ognuno una lacrima di commozione, nasce la certezza che Cristo, vivo dentro la famiglia, può donare il coraggio di riportare in questo mondo così triste il sorriso e la gioia, la stessa che noi presenti a questo Giubileo oggi riportiamo nelle nostre case.
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