Intervista a DomenicoAntonio Cinque, capogruppo AN
Quali sono state le motivazioni che vi hanno portato a presentare la mozione di sfiduda per il Presidente del Consiglio di Circoscrizione?
All'inizio della legislatura ci fu un accordo: il Presidente di Circoscrizione doveva essere un membro della lista Monte Manicola, e infatti venne eletto Succitti; l'accordo fatto in "Camera Caritatis", con tutte le componenti politiche, fu che alle eventuali dimissioni del primo Presidente, la carica stessa doveva essere ricoperta da un membro di A.N. (il maggior partito). Quando ci fu il consiglio per l'elezione del nuovo presidente, intervenni come capogruppo, dicendo che qualsiasi candidato per A.N. sarebbe stato idoneo, tranne Gìambernardini. Proprio per questo il neo presidente ci accusò allora di essere "opposizione", quando invece abbiamo cercato più volte di riorganizzare la maggioranza, anche se negli ultimi tempi non era possibile operare in nessuna direzione. Nonostante quindi la nomina di un Presidente a noi non molto gradito, abbiamo cercato di collaborare, consigliandolo e facendo presente cosa non andava nella X Circoscrizione o cosa doveva esser fatto. La situazione si è andata sempre più deteriorando, anche per l'atteggiamento un pò da "piccolo Cesare di periferia", che voleva inoltre prendere tutti gli onori in prima persona. Spesso arrivavamo alle riunioni dei capogruppo e trovavamo l'ordine del giorno già fatto da lui; altre volte si è impadronito della paternità di alcuni progetti ... etc... tutte cose delle quali il Consiglio spesso non veniva informato.
Il discorso della sfiducia è venuto pian piano maturando, ma non per volere di A.N.: la prima persona che ci ha continuamente tempestato è stata il consigliere Caterina De Paulis, che aveva spesso degli accesi contrasti con il Presidente, ed anche la sede centrale, venuta a conoscenza delle difficoltà, ha invitato Giambernandini più volte a dimettersi.
All'atto della "raccolta firme" per attuare un primo tentativo di mozione di sfiducia, però, la stessa De Paulis venne a firmare dopo una settimana e, cosa ancor più contraddittoria, dopo dieci giorni circa fece recapitare una lettera con la quale lasciava intendere di non voler più aderire alla mozione di sfiducia contro il Presidente. Dopo questo gesto abbiamo ritenuto opportuno non fare anche noi un voltafaccia, ma anzi, tener fede alle nostre decisioni ed alla nostra serietà.
Così noi A.N., insieme a Lino Crescenzo e Giustino Spezza, della Lista Monte Manicola, abbiamo firmato la mozione; quest'ultima doveva essere discussa nel successivo Consiglio, ma prima che ci fosse suddetta discussione Giambernardini ha presentato le
sue dimissioni da Presidente, e subito dopo lui stesso ha chiuso la seduta, impedendo in tal modo a ciascuno la possibilità di replica alle sue dimissioni.