Oggi si parla sempre più, anzi quasi esclusivamente, di finanza
e allora perché non parlare di finanza etica.
La Finanza etica è una predisposizione mentale culturale
sulla destinazione e l'uso dei nostro denaro (uso responsabile) molto o poco che sia.
La Banca etica finanzia progetti mirati al sociale, alla salvaguardia
dell'ambiente, finanzia progetti destinati ad aiutare lo sviluppo
dei paesi meno ricchi, ecc..
Oggi il denaro non è più lo strumento utile per facilitare
gli scambi (scambio come oggetto) ma è il denaro stesso l'oggetto dello scambio.
Una predisposizione culturale, mentale ed etica sulla destinazione del nostro denaro
dovrebbe farci domandare: "in che modo viene usato il mio denaro, dov'è?".
Attualmente non si sa come venga utilizzato dalla nostra "Banca di fiducia" il denaro che si versa e a chi sia destinato. "Banca di fiducia", quindi un atto di fiducia... e allora perché non credere nella Finanza Etica che si traduce comunque in un atto di fiducia?
La finanza etica si basa sulla "filosofia dell'autogestione" che significa non farci gestire da altri.
La finanza etica mette in discussione i tre grandi cardini che regolano la finanza:
il segreto
le garanzie
il profitto.
Nella finanza etica c'è la totale trasparenza: la Banca Etica mette a disposizione dei soci uno strumento che permette di seguire il percorso del denaro dal momento della raccolta fino al momento dell'impiego. Il denaro raccolto dalla Banca Etica è rivolto a finanziare progetti finalizzati al sociale, alla tutela dell'ambiente, progetti di tipo culturale, economici ecosolidali, vale a dire in settori ben precisi, chiari e definiti. Il denaro raccolto non servirà mai a finanziare progetti come la produzione di armi o che prevedano lo sfruttamento dei bambini o delle persone.
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