Carissima redazione dell'Albero,
sono un'insegnante con anni di esperienza; per questo ho raccolto volentieri la provocazione lanciata sullo scorso numero del giornale nell'articolo sulla scuola.
Mi trovo assolutamente d'accordo con la riflessione espressavi: la finalità che la scuola deve perseguire è l'educazione e la formazione del futuro cittadino. Mi rallegro del fatto che ci sia ancora chi ha idee rispettose per il lavoro degli insegnanti nell'attuale società globalizzata, autorizzata da internet e dalle innovazioni tecnologiche a rendere sempre più "liberi" non solo i processi economici, ma anche quelli culturali a discapito degli aspetti relazionali e della preoccupazione educativa.
Allora che cosa chiedere alla scuola, oggi? Di non perdere di vista la formazione della persona e di dare impulso alle opportunità culturali che la società odierna offre, cercando di ridurre i pericoli connessi ad essa, uno dei quali è vedere la scuola come un'azienda che fa sterile sfoggio di svariati progetti, con l'unico scopo di incrementare il numero delle iscrizioni.
Ai genitori ricordo che la scuola non è principalmente il luogo dove i propri figli trascorrono la giornata mentre loro se ne stanno a lavorare o dove ritrovano i compagni con cui parlare, ma il luogo adibito alla promozione e alla realizzazione del progetto di formazione e cultura previsto per loro. Agli stessi consiglio, per il bene dei propri figli, di collaborare sinceramente con gli insegnanti. Esorto vivamente gli studenti a riflettere sulla serietà e sull'importanza della scuola che l'attuale politica aziendale sta mettendo in secondo ordine. Ai colleghi, infine, rivolgo l'invito a rinnovare l'amore per questa professione.
Lettera firmata
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