La scuola elementare F. Rossi

La scuola elementare e l' UNICEF

La scuola elementare "Francesco Rossi" di Paganica, da sempre coinvolta in opere di beneficenza e già insignita del titolo di Ambasciatrice Unicef, ha rinnovato durante il periodo natalizio il suo impegno nella campagna a favore dei bambini del terzo mondo. Una stretta collaborazione fra gli insegnanti, la direttrice e la coordinatrice provinciale dell'Unicef, M.A. Colasacco, e il grande impegno dimostrato da tutti gli alunni hanno permesso ancora una volta alla nostra scuola di contraddistinguersi. Infatti la vendita di dolci, biglietti natalizi e pigotte (bambole di stoffa), preparate dalle mani dei bambini e delle loro mamme, ha permesso di raccogliere la somma di 2849 euro. Tale somma è destinata ad un programma di vaccinazione con la consapevolezza che 20 euro, somma necessaria per un ciclo completo di vaccinazione, salvano la vita di un bambino. E' bello sapere che i bambini del nostro paese crescono sentendo anche la voce dei più poveri e impegnandosi ad aiutarli, noi auguriamo loro di conservare sempre questa sensibilità, e ringraziamo tutti i componenti della scuola e tutti i genitori perché è loro cura la crescita di tutti i bambini.


Carissima redazione dell'Albero,
sono un'insegnante con anni di esperienza; per questo ho raccolto volentieri la provocazione lanciata sullo scorso numero del giornale nell'articolo sulla scuola.
Mi trovo assolutamente d'accordo con la riflessione espressavi: la finalità che la scuola deve perseguire è l'educazione e la formazione del futuro cittadino. Mi rallegro del fatto che ci sia ancora chi ha idee rispettose per il lavoro degli insegnanti nell'attuale società globalizzata, autorizzata da internet e dalle innovazioni tecnologiche a rendere sempre più "liberi" non solo i processi economici, ma anche quelli culturali a discapito degli aspetti relazionali e della preoccupazione educativa.
Allora che cosa chiedere alla scuola, oggi? Di non perdere di vista la formazione della persona e di dare impulso alle opportunità culturali che la società odierna offre, cercando di ridurre i pericoli connessi ad essa, uno dei quali è vedere la scuola come un'azienda che fa sterile sfoggio di svariati progetti, con l'unico scopo di incrementare il numero delle iscrizioni.
Ai genitori ricordo che la scuola non è principalmente il luogo dove i propri figli trascorrono la giornata mentre loro se ne stanno a lavorare o dove ritrovano i compagni con cui parlare, ma il luogo adibito alla promozione e alla realizzazione del progetto di formazione e cultura previsto per loro. Agli stessi consiglio, per il bene dei propri figli, di collaborare sinceramente con gli insegnanti. Esorto vivamente gli studenti a riflettere sulla serietà e sull'importanza della scuola che l'attuale politica aziendale sta mettendo in secondo ordine. Ai colleghi, infine, rivolgo l'invito a rinnovare l'amore per questa professione.

Lettera firmata

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