Augusto Rossi

Fare il barbiere è ciò che fa da oltre ottant'anni, il nostro compaesano Augusto Rossi, classe 1907, quindi ormai con i piedi a 97 anni. Ci racconta che il mestiere lo ha ereditato da suo nonno che sin dai primi anni di vita se lo portava alla sua bottega, tanto che all'età di due o tre anni cercando di imitarlo si ferì una mano con il rasoio; a solo un anno e mezzo rimase orfano del padre che morì giovanissimo in Lussemburgo mentre era in cerca di lavoro.
Da ragazzo ha vissuto tutte le tragedie e le miserie della prima guerra mondiale.
Giovanissimo si trasferì all'Aquila per perfezionare il mestiere presso... la migliore barbieria dell'epoca. Nel frattempo però, il sabato e la domenica, si trovava i clienti lavorando a Paganica in via Francesco Rossi. Dopo aver ben acquisito il mestiere, il nostro Augusto, cambiò locali sì, ma senza più lasciare il nostro paese. Con orgoglio ricorda che per lunghi periodi ha fatto fino a trenta tagli al giorno, anche perché tagliava i capelli anche alle donne, poiché non c'erano parrucchiere per signora né a Paganica né all'Aquila. Ci tiene a precisare che ha fatto sempre questo mestiere, senza mai trascurare il lavoro della campagna, della vigna e la passione ancora oggi viva del fare gli innesti alle piante che ha nel piccolo orto davanti casa sua, da lui ben curato.
Oggi dice con rammarico: -I miei clienti, sono rimasti in pochi purtroppo! Qualcuno sta male e non può venire alla bottega, però io non li abbandono, vado a casa a fargli i capelli gratuitamente.
Dalle forbici alle cesoie, l importante è tagliare! Tutte le sante mattine verso le otto, Augusto apre la vecchia bottega a Sant'Antonio e legge il giornale aspettando che arrivi qualche cliente, così anche questa mattina, mentre mi stava raccontando un po' della sua vita, arriva puntualmente un suo cliente. Si fanno prima una bella chiacchierata, commentiamo le notizie riportate dalla cronaca locale e poi si mette la giacca da lavoro.
Con gran cura sistema l'accappatoio intorno al collo, poi prende il taglia capelli elettrico e dà un' accorciata ai bianchi capelli dell'anziano cliente. Poi mette mano alle forbici per la rifinitura, una controllatina generale e per ultimo impugna con mano ferma il rasoio staccando con precisione le basette; con altrettanta cura prende il pennello e pulisce per bene i capelli tagliati intorno al collo e sulle spalle, un po' di brillantina ed ecco che il cliente si alza, si specchia e a bassa voce gli chiede quant'è, di rimando Augusto risponde: -Come sempre, a offerta lo sai! Pure n'euro va bbona, que ci tenga fa co' ji sordi!-
Mi sono chiesto, se proprio questo modello di vita non sia la medicina che rende così lucido e longevo il nostro Augusto e se non sia anche questa una forma di solidarietà tra anziani visto che molti di loro vivono con meno di un milione di vecchie lire al mese. Con orgoglio Augusto mi fa notare come il suo mestiere lo ha tramandato sia alla figlia Vittoria che ai nipoti Katia e Augusto.
Ma quest'uomo non è solo quanto sopra descritto. Ancora oggi, alla sua veneranda età, è sempre presente, indossando il camice della congrega di S. Antonio ad accompagnare i nostri defunti nella chiesa Parrocchiale, da qualsiasi luogo di Paganica.

Raffaele Alloggia

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