Sei musicisti paganichesi in un'opera per non dimenticare:

BRUNDIBAR

Il cinque febbraio scorso, presso il Teatro comunale dell'Aquila è stata riproposta l'opera in due atti "Brundibar".
Il 23 settembre 1943 ebbe luogo la prima rappresentazione di quest'opera per bambini, scritta nel 1938 dal musicista Hans Krása su libretto di Adolf Hoffmeister.
L'esecuzione avvenne nella fortezza di Terezìn, a 60 Km da Praga, un campo di concentramento che rispondeva ai "normali" parametri di allora: sovraffollamento, fame, malattie, terrore di essere trasferiti ad Auschwitz e... diventare vento. Le autorità naziste avevano organizzato questa fortezza in maniera tale da celare all'opinione pubblica internazionale il piano di sterminio degli ebrei. Le varie manifestazioni culturali, organizzate con finalità propagandistiche, rendevano il soggiorno a Terezìn meno opprimente. Nel campo c'erano molti artisti, tra i quali Krása, al quale fu affidata la direzione della Sezione Musica dell'Organizzazione del tempo libero. Tra il 1943 e il '44 l'opera fu messa in scena 55 volte; nel giugno 1944 arrivò un'ispezione della Croce Rossa Internazionale, ed il comando tedesco ordinò una nuova esecuzione, al fine di mostrare il trattamento "morbido" riservato agli ebrei. Le deportazioni verso Auschwitz si intensificarono ed il 18 ottobre 1944 Kràsa, costretto a salire su uno dei tanti convogli, morì in una camera a gas.
La riproposta di questo lavoro è stata voluta dal Conservatorio di musica "A. Casella", che assieme al Ministero per l'istruzione, al Comune dell'Aquila, alla scuola Nazionale di Cinema, e sotto l'alto patrocinio della Presidenza della camera dei Deputati e del Comitato Italiano per l'UNICEF, ha reso possibile questa testimonianza civile ed etica.
La scelta del regista Cesare Scarton ha portato alla "non esecuzione" dei movimenti scenici, ma a realizzare un montaggio cinematografico (usando i disegni eseguiti dai 15.000 bambini prigionieri nel campo di Terezìn), che con l'ausilio di tre schermi posti alle spalle dell'orchestra e del coro, fosse un commento simbolico alla vicenda narrata dal libretto.
Sei i musicisti paganichesi impegnati in questo lavoro, assieme al direttore d'orchestra Pasquale Veleno: Cicino Giampiero (assistente alla regia), Ciccozzi Claudio (percussioni), Rossi Germana (violino), Anitori Ilaria, Chiaravalle Martina, Sfarra Gloria (coro di voci bianche).
La trama ruota attorno a due fratellini, Pepicec e Aninka, che per comperare un po' di latte per la loro mamma malata, si recano sulla piazza del mercato e decidono di cantare una canzone. Ma il malvagio suonatore di organetto Brundibar ruba loro tutti i soldi guadagnati con la loro esibizione di strada. I due fratelli, aiutati dagli altri bambini e dagli animali, si uniscono insieme riuscendo a riprendere i soldi e facendo scappare Brundibar.
L'opera si conclude con un canto che festeggia la vittoria del bene sul male.
L'esecuzione musicale è stata eccellente, ed il contributo dei "nostri" sette musicisti è stato anche quello di farsi ricettori e portatori di un messaggio: gli ideali di solidarietà e convivenza civile consentono anche a chi è più debole ed indifeso di riaffermare la voce della verità e della giustizia.

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