Forse Charlie Chaplin, nel 1940, aveva sognato che così potesse andare la storia degli anni che stavano per venire. Erano gli albori della Seconda Guerra Mondiale quando realizzò IL GRANDE DITTATORE, il suo primo film sonoro. Ad esso è ispirato il "lieto fine" che avete appena letto (lo abbiamo immaginato noi per farvi calare un po' dentro quel sogno di una storia che sarebbe potuta cambiare!). Ritenuta un capolavoro, la pellicola stupisce per la lucida analisi della realtà, e per molti versi è quasi profetica.
Al culmine dell'ascesa di Hitler (Hindler nel film), Chaplin immagina che sul più bello (anzi, sarebbe meglio dire sul più brutto) il suo posto venga preso da un suo sosia, di professione barbiere e, per giunta, ebreo!
Ma questo è solo il culmine di una storia ironica e seria, che narra di un grande dittatore alle prese con le sue manie di grandezza e, parallelamente, di un omino comune, soltanto un po' bizzarro nella sua ingenuità, alle prese con la vita e con l'amore... finché i due racconti s'intrecciano.
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