Max Scatena & TNT Orchestra

Alle radici della musica popolare

Max Scatena & TNT Orchestra è un progetto musicale che nasce all'Aquila poco più di un anno fa. La formazione è numerosa e ha subìto diversi aggiustamenti di percorso. Attualmente comprende due percussionisti (di cui uno è anche cantante), contrabbasso, basso tuba, chitarra, flauto, sassofono, violino e, al centro dell'attenzione e della scena, Max Scatena tra fisarmonica e tammorra. Lo spirito con cui nasce il progetto è di esplorare la musica popolare, o meglio, le musiche popolari: partendo da quella del Sud Italia (tarantella, tammurriata, pizzica...) fino ai ritmi afro-cubani e kletzmer (tipico della cultura ebraica e dell'Est europeo).
In questo percorso musicale la ricerca e la sperimentazione hanno avuto come risultato la contaminazione dei diversi generi. Così si è giunti alla produzione di una tammurriata napoletana con l'inserimento di una ritmica jbara di origine afro-portoricana; o di un saltarello con i tamburi batà (un trio di percussioni utilizzato nei rituali religiosi delle popolazioni Yuruba. Si tratta di un gruppo etnico di origine nigeriana approdato in America Centrale in condizione di schiavitù nell'800); oppure l'inserimento di un ritmo danunbà, di origine senegalese, su una ritmica di tarantella; fino a raggiungere il massimo della contaminazione nel fondere un brano kletzmer e uno cubano, su un'unica base ritmica di salsa.
L'attuale formazione della 
Max Scatena & TNT orchestra In tutto questo lavoro lo scopo della ricerca musicale sta nel raggiungere le radici delle varie musiche popolari, cioè quegli elementi che tutte hanno in comune, e ripartire da lì per sviluppare un discorso musicale nuovo ed aperto a tutte le culture. Tuttavia la Max Scatena & TNT Orchestra non sempre riesce nel suo scopo, rischiando di scadere in un semplice accostamento di generi e stili ancora troppo distanti.
L'augurio è quello di riuscire a scavare meglio, per poter meglio conquistare queste radici comuni delle musiche popolari e fondere con più padronanza le variegate "tendenze".
Anche perché, questo percorso è una testimonianza a livello musicale, che le diverse interpretazioni che i popoli danno alla realtà, non sono inconciliabili o incomunicabili.
Speriamo in un futuro dove i popoli siano aperti al dialogo: ma per dialogare bisogna sapersi ascoltare!!

Pano

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