Foto 4 - incastrato nel muro frontale sovrastante la monumentale fontana di Fontevecchia.
Il bassorilievo lapideo è comunemente detto "bullato" per la presenza di tre "borchie" sottostanti il semibusto; i romani le chiamavano "bullae" e stavano a significare la "nascita illustre".
Foto 5 - Stemma in pietra situato nell'altare centrale della chiesa di S.Maria al Presepe ("del Castello").
Foto 6 - Altro esempio di stemma in pietra del Comune di Paganica. Si trova nella chiesa parrocchiale S.Maria Assunta nel grande altare di S.Emidio (nel braccio destro della croce latina della chiesa) e precisamente in basso sulla destra. In origine l'altare era dedicato alla Madonna; dopo la peste del 1656 venne dedicato a S.Rocco per volontà del popolo paganichese; dopo il terremoto del 1786 fu dedicato a S.Emidio, a devozione del Duca Di Costanzo.
L'autentico stemma storico-araldico è quello bullato di Fontevecchia (foto 4, poiché consono alle origini vestine e romane di Paganica.
Al 2 giugno 1424 Nicolò Ciminiello da Bazzano, nel suo poema storico, testimonia che quando gli aquilani mossero contro Braccio da Montone, per la battaglia finale, le milizie del "Quarteru di S.Maria Paganica" avevano sulla loro bandiera in "campo bianco una testa pagana". Prima di quella data la bandiera del Quarto di S.Maria Paganica recava l'immagine della Madonna, sostituita con la "testa pagana" (forse perché ritennero irriverente avere una immagine della Vergine su un oggetto da guerra) che si ammira sulla facciata di Fontevecchia.
L'originale stemma raffigura: testa in profilo, capigliatura folta e cinta da ghirlanda di alloro e nastri alla romana, collo ornato da catenina, vesti romane militari, tre borchie.
Il più antico (fin ora) Stemma Paganiense tradotto con il linguaggio dell'araldica a colori (presente su un documento scritto, più precisamente su uno degli Inni dell'Incunabulo "Hymnarium), presenta le medesime caratteristiche di quello di Fontevecchia e della bandiera descritta da Ciminiello: accentuati lineamenti del volto (particolarmente quelli delle labbra), pelle scura, capelli corti e ricci retti da fascia, il tutto su campo bianco (cioè su fondo bianco).
Il "pagano" al tempo di Ciminiello era ritenuto il negro, e questo spiega perché sullo Stemma dell'incunabulo non c' è una corona d'alloro (che tra l'altro simboleggiava la romanità ed il trionfo sui nemici in battaglia) a cingere la testa ma una fascia reggicapelli, che era appunto usata dagli schiavi negri. Il negro dell'incunabulo e quello di Fontevecchia non portano in bocca nessun fiore e quindi l'originale Stemma è senza fiore.
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