Israeliani, e ad Israele sarà assicurato, di fatto, il controllo su Gerusalemme Est e su tutta la valle del Giordano.
Il rapporto pubblicato il 9 novembre 2003 dall'Ufficio per i Territori Palestinesi Occupati di OCHA (Office for the Coordination of Humanitarian Affaire- organismo delle Nazioni Unite) prevede un impatto umanitario disastroso, oltre all'impatto del Muro esistente: "Più persone soffriranno la fame, perché impossibilitate a raggiungere la propria terra per raccogliere i prodotti, governare gli animali o raggiungere il lavoro che permette loro di guadagnare il denaro per comperare il cibo. Il danno causato dalla distruzione di terre e proprietà per la costruzione del Muro è irreversibile [...]. Il Muro frammenta le comunità e isola i residenti dalla vitale rete di supporto sociale".
I punti d'accesso a molte riserve sotterranee d'acqua rimarranno nelle aree confiscate per la prima fase di costruzione del Muro ed altri sono sotto minaccia di demolizione; il Muro separerà le fonti di acqua e le canalizzazioni dai terreni agricoli ed alcuni villaggi perderanno le loro uniche fonti d'acqua.

Non c'è pace senza giustizia;
non c'è giustizia senza perdono.

Il Patriarca Latino di Gerusalemme Mons. Michel Sabbah ha affermato che il Muro non è una misura che garantisce la fine degli attentati e dei suicidi; esso colpirà duramente non solo i violenti, ma la vita di un intero popolo e sarà una morte lenta, quotidiana.
L'impegno di entrambe le parti deve essere chiaro: fermare la violenza non costruendo un Muro, ma un ponte di negoziazione che permetta di indirizzare le loro avversità: troppe sono state le offese legittimate che da troppo tempo non permettono un perdono reciproco.
I cecchini di entrambe le parti sono un fattore di istigazione alla violenza, quanto la sistematica occupazione e le azioni militari. Gli omicidi da entrambe le parti devono cessare. La vendetta o qualunque forma di violenza o costrizione non sottrarrà questa terra al clima di terrore e di insicurezza.
Altre forme di violenza come la continua demolizione di abitazioni palestinesi, degli alberi di ulivo, di campi per l'agricoltura, il moltiplicarsi di posti di blocco (...) indeboliscono e minano la volontà di arrivare alla pace. Uso e abuso di violenza non assicurerà mai la pace.
Per citare il Patriarca: " La violenza è la causa, e la causa deve essere rimossa per rimuovere la
8

Copertina | 2 | 3 | 4 | 5 | 6 | 7 | 8 | 9 | 10 | 11 | 12 | 13 | 14 | 15 | 16 | 17 | 18 | 19 | 20 | 21 | 22 | 23 | 24 | 25 | 26 | 27 | 28