La Bella Notizia

 

" Io ritengo, infatti, che le sofferenze del momento presente non sono paragonabili alla gloria futura che dovrà essere rivelata in noi. La creazione stessa attende con impazienza la rivelazione dei figli di Dio; essa infatti è stata sottomessa alla caducità -non per suo volere, ma per volere di colui che l'ha sottomessa- e nutre la speranza di essere lei pure liberata dalla schiavitù della corruzione, per entrare nella libertà della gloria dei figli di Dio. Sappiamo bene infatti che tutta la creazione geme e soffre fino ad oggi nelle doglie del parto; essa non è la sola , ma anche noi che possediamo le primizie dello Spirito, gemiamo interiormente aspettando l'adozione a figli , la redenzione del nostro corpo" (Rm 8,18-23).

Eventi come il disastroso maremoto del 26 dicembre scorso ci rammentano che la natura non è un oggetto, ma un immenso organismo vivente. Oltre ai rigurgiti non prevedibili (catastrofi naturali o sociali) il caos sembra riaffiorare a scadenze fisse, ripetendo così un primario atto creativo divino. Il mondo, come afferma anche S.Paolo, non è una struttura immutabile, un dato di fatto che non cambierà da qui fino all'eternità, ma un evento (e quindi in continuo movimento) che fa parte di un unico progetto divino.

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