Avete mai ascoltato la favola del Brutto anatroccolo o della Piccola fiammiferaia? L’autore, Hans C. Andersen, è nato giusti 200 anni fa, nel 1805, in Danimarca. Le sue fiabe sono state tradotte in tutto il mondo e c’è chi dice che, anche da "centenarie", sappiano ancora parlare a chi le legge. Giudicate voi stessi...
Vi racconterò ora una storia; ero ancora bambino quando la udii per la prima volta e ogni volta che me ne rammento la trovo sempre più bella, perché accade alle fiabe come di certe persone: col crescere degli anni crescono pure in bellezza.
Chi non ha mai visto in campagna una vecchia casa di contadini, col tetto coperto di paglia, su cui cresce il muschio? I muri sono screpolati, le finestre piccolissime, di cui una sola si può aprire.
In una di tali case abitava una coppia di contadini che avevano ben poco; eppure avevano un cavallo di cui avrebbero potuto fare a meno. Serviva solo al marito per andare qualche volta in città. Avrebbero certo ricavato un vantaggio a venderlo e a comprare qualcosa di più utile. -Tu, tesoro, sei così bravo!- disse la moglie al marito -E' giusto tempo di mercato, vendi il cavallo e potrai fare un buon affare. Ciò che fai tu è sempre ben fatto. La moglie gli accomodò il fazzoletto al collo, gli schioccò due baci e lui partì fiero col suo cavallo che andava a vendere o cambiare, cosa che ora vedremo.
La via era piena di gente diretta al gran mercato annuale; un uomo spingeva avanti una mucca, grassa e graziosa, quanto può esserlo una mucca. -Quella lì deve dare del buon latte, di sicuro piacerebbe molto a mia moglie. Si può fare un buon cambio!- pensò -Ehi, tu della mucca, ti propongo un affare. Il mio cavallo vale certo più della tua mucca, ma non importa, perché essa mi servirebbe di più. Facciamo il cambio?
-Ben volentieri!- rispose quello, e fecero cambio. Il nostro amico avrebbe potuto tornarsene a casa a questo punto, ma si era proposto di andare al mercato e volle andarci. Camminando raggiunse un contadinello che conduceva una pecora, ben nutrita e con molta lana. -E’ proprio quello che farebbe per noi!- pensò -D’erba per nutrirla ce n’è abbastanza lungo il fossato, d’inverno potrebbe stare in cucina con noi e non ci sarebbe d’impiccio quanto una mucca. Mia moglie sarà felicissima! Vorrei proprio fare un cambio. Il padrone della pecora non se lo fece certo ripetere, e il cambio fu fatto.
Il contadino proseguì con la pecora finché non incontrò una donna che vendeva la sua oca, senza riuscire a trovare un acquirente che gliela pagasse a buon prezzo. -Che bella oca! La mia mogliettina ripete sempre "se avessimo un’oca...!" e l’avrà, oggi l’avrà. Accetteresti di scambiare la tua oca con la mia pecora? Vuoi?- disse alla donna. Oh, se voleva!
Il nostro Peter finalmente giunse in città, felice per gli scambi fatti. Mentre attraversava una scorciatoia, per evitare un po’ di folla, vide una gallina legata ad un palo, col suo padrone poco distante. Era una gallinella senza coda, con un occhio ammiccante. Il contadino pensò: -Ecco una gallina veramente bella! Mia moglie la vorrebbe di certo: è un animale molto utile e che si arrangia da solo a procurarsi il cibo! Volete cambiare amico? Vi do l’oca.- Incredulo sull’offerta ricevuta l’uomo accettò ben felice.
Dopo tanto cammino, la sete era molta e il contadino si fermò davanti a un’osteria. Ne uscì un garzone con un sacco rigonfio. -Che c’è lì dentro?- chiese il contadino. -Mele mezze guaste, per i porci- rispose quello. -Ti serve una mano a portarle?-. -Magari!- disse il ragazzo. Giunti al porcile, il contadino chiese di nuovo un cambio. -Sei matto? Vorresti scambiare un maiale per una gallina?- disse il ragazzo, canzonandolo. -No! Non con il maiale. Ti do la gallina per il sacco di mele! Mia moglie chissà che occhi farebbe. L’anno scorso il
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