Da un sogno...
             ...una realtà

 

LA STORIA

L'arsenale in Brasile Il SERMIG, servizio missionario giovani, nasce nel 1964 da un'intuizione (o forse un sogno) di Ernesto Olivero: sconfiggere la fame nel mondo, vivere la solidarietà verso i più poveri e dare una speciale attenzione ai giovani, cercando insieme a loro le vie della pace.
Nel 1983 la "fraternità" (cioè le persone riunite intorno ad Ernesto, siano esse coppie di sposi o famiglie, monaci o laici) prende sede nell'ex arsenale militare di Torino, concentrando la sua attenzione anche sui bisognosi della città stessa. Da questo momento la solidarietà e la collaborazione di milioni di persone nel corso degli anni, consentono alla fornace più attiva della prima e seconda guerra mondiale, di convertirsi in arsenale della pace. Si tratta di un complesso di accoglienti edifici in cui c'è ancora traccia del vecchio, ora però visibile sotto una nuova luce: il forno che prima produceva armi costituisce oggi il tabernacolo della cappella dell'arsenale!
Nel 1995 le autorità brasiliane si appellano al SERMIG affinchè intervaenga direttamente anche nel loro territorio. Felice di accogliere la richiesta, il servizio missionario trasforma la "casa del dolore" di S.Paolo del Brasile in "Casa della speranza", centro addirittura più grande dell'arsenale di Torino.
Nella settimana a cavallo tra luglio e agosto una trentina di noi giovani della parrocchia di Paganica abbiamo condiviso la vita del SERMIG: una struttura impegnata sul versante della solidarietà e oltre…
Ora sfogliando tra i ricordi, come fossero pagine di un libro ecco i volti di centinaia di ragazzi che hanno condiviso con noi questa esperienza con in mano forbici, pale, scope, stracci dove l'unica parola d'ordine era la "buona volontà" e il desiderio di offrire agli altri tempo ed energie.
Non si viveva nessuna frenesia ma una giornata organizzata scandendo i tempi degli incontri, del lavoro e della preghiera, alternando lo svago alla condivisione, allo stare in solitudine o magari in mezzo a una folla di 350 giovani scalpitanti.
Ma non ci immaginiamo qualcosa di troppo rigido! Ognuno si prestava la servizio che più gli piaceva, che poteva essere preparare il pranzo o smistare abiti usati secondo le "regole SERMIG" del riciclaggio, cioè badando bene a non dare scarti, ma indumenti integri e perfetti; senza dimenticare coloro che armati di secchi e carriole hanno contribuito a pulire una parte dell'arsenale togliendo erba, immondizia o qualunque cosa vi fosse stata gettata nel corso degli anni, e il gruppo di persone che hanno restaurato vecchi mobili dell'ex arsenale ora riutilizzabili per altri scopi. Oltre al lavoro, alcune ore della settimana erano dedicate al confronto con altre persone del SERMIG disposte a trattare vari temi: mondialità e restituzione, musica, il problema dell'altro che diventa mio (ovvero l'accoglienza), i giovani, lo studio della bibbia, la spiritualità.

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