IL PRANZO DEI POPOLI

Avete mai provato a mangiare la stessa quantità di cibo di un bambino del Congo? O meglio, avete mai provato a fare giorni interi di digiuno?
Noi ci siamo immedesimati abbastanza bene in una situazione del genere grazie a una delle attività svolte durante la nostra settimana. Il pranzo dei popoli non era un grande buffet ricco di pietanze provenienti da tutto il mondo, ma è stato semplicemente un vedere il peso della realtà con i nostri occhi. Ognuno di noi aveva un bigliettino con il nome di uno stato e se questo era un paese ricco si sedeva a tavola con una notevole quantità di riso (2 o 3 kg); gli altri che erano i paesi poveri si sedevano per terra con qualche chicco di riso.
Silenzio. Occhiate profonde hanno attraversato quel cortile per lunghi istanti, ed è stato interessante osservare le varie reazioni. Rabbia, amarezza e in qualche volto indifferenza… Per un attimo abbiamo toccato con mano ciò che ingiustamente avviene ogni giorno nel mondo, e forse qualcosa dentro di noi è davvero cambiato.
In questo modo analizzavamo la società con i suoi cambiamenti, noi stessi, il nostro modo di agire nei confronti degli altri.
I momenti di preghiera erano, se vogliamo, anche "troppi": cinque in una giornata e il martedì un incontro aperto a tutta la comunità di Torino (un po' come accade nella nostra parrocchia il medesimo giorno) ma tutti facoltativi e bene equilibrati con le ore di lavoro.
Durante il corso dell'anno all'arsenale approdano centinaia di giovani che fanno la nostra stessa esperienza. Aldilà di questo il SERMIG è impegnato in altre attività e progetti.

Ogni notte al centro "Come noi" vengono accolti uomini e donne in difficoltà che altrimenti non avrebbero un posto in cui dormire; per un prezzo simbolico ricevono per un mese un letto e la possibilità di lavarsi con l'impegno di lasciare al mattino la stanza in ordine. Queste condizioni apparentemente restrittive sono finalizzate innanzi tutto a restituire dignità a queste persone e spingerle a cercare un lavoro e una sistemazione stabile.

La cappella dell'arsenale con la croce dei dolori del mondo
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