Al suo intervento segue quello di Alfredo Montesanti (Margherita). Montesanti ha parole dure verso la “tattica” messa in atto dai partiti di destra che ha come unico scopo quello di temporeggiare e lasciar passare ancora altro tempo durante il quale la X Circoscrizione potrebbe iniziare a lavorare e a far sentire la sua voce su problemi di estrema importanza. Egli sostiene: «Aspettare significa in questo momento restare fuori da tutto ciò che sta accadendo. Io ritengo che come Circoscrizione avremmo dovuto dire qualcosa» e cita problemi come la vendita dell’Italtel alla Siemens (che ritiene sia stato «un errore madornale»), la questione della “terza canna” del Traforo del Gran Sasso, la questione del depuratore di Onna o la messa a punto del “Piano Strutturale” sul quale il Comune sta già lavorando; tutti problemi e questioni sui quali la X Circoscrizione non ha ancora potuto chiedere chiarimenti o esprimere giudizi.

Chiede la parola Alì Salem (DS) desiderando ricordare che «la scelta del presidente non deve rappresentare una questione di potere» e che si deve soltanto procedere alla scelta di una persona che sappia e voglia cercare di risolvere nel miglior modo possibile i problemi della Circoscrizione. Egli, inoltre, esorta tutti i cittadini a partecipare «anche dopo l’elezione del presidente, al Consiglio per poter controllare e verificare l’operato delle persone elette».

Venerdì 2/ 08/2002 ore 18. Purtroppo noi rappresentanti de “L’Albero” eravamo assenti, ma possiamo ugualmente informarvi di quanto è accaduto. All’appello del presidente (provvisorio) hanno, in questa occasione risposto tutti i 12 consiglieri; raggiunto (e superato) il minimo di presenze previste dalle norme vigenti il presidente ha potuto dichiarare aperto il Consiglio.

Prima della votazione chiede la parola il consigliere Giustino Pacifico (Margherita). Nel suo intervento egli ripercorre la storia della politica paganichese degli ultimi anni dicendo che: «troppi abusi ed errori sono stati sin qui commessi e noi non dobbiamo ignorarli. È stata una gestione davvero misera, chiusa ed inerte (non per volontà del carissimo Pasqualino) lontanissima da quel vasto respiro di collaborazione costruttiva che, nel sincero rispetto che ciascuno di noi porta per gli altri, dovrebbe caratterizzare la vita del nostro consesso e cogliere in ogni vicenda un’occasione di dialogo e di incontro». Cita inoltre i numerosi problemi rimasti irrisolti ricordando il “Complesso polifunzionale”, la “Palestra Comunale”, i lavori di restauro del Palazzo Ducale ancora non portati a termine, i depuratori a cielo aperto, l’illuminazione per le nuove strade, i lavori per la nuova ala del cimitero, il problema dell’irrigazione ecc…Conclude sostenendo che: «Non è il momento della dispersione, ma della valorizzazione; non è il momento delle controversie ma dell’accordo e della costruzione; non è il momento dello sterile frazionamento ma dell’unione e della concordia».

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