Quando, dopo tanti anni passati a scrivere, decisi di portare la parola per le strade per mobilitare la gente Ogoni ed autorizzarli a protestare contro la devastazione del loro territorio causate dalla Shell e l’infamia e la deumanizzazione
dovuti alla dittatura militare nigeriana, non avevo dubbi su come tutto ciò sarebbe finito. Tale consapevolezza mi ha però dato la forza, il coraggio e la giusta predisposizione - ed il vantaggio psicologico su coloro che mi avrebbero di lì a poco tormentato.
Solo ieri, lo Spirito di Ogoni mi ha portato magicamente nella mia cella una piacevole poesia di Jack Mapanje, il veterano della prigione di Kamizu Banda: "Four years without charge" (quattro anni senza accusa). Io lo avevo incontrato di persona nel 1992 e mi ero stupito di come lui fosse sopravvissuto a tutto ciò.
Visto che era stata scritta dall’Università di Leeds, la sua poesia mi richiedeva di indossare la corazza dell’umorismo. La nota alla fine della poesia era anche firmata da Chengerai Hove, lo scrittore dello Zimbabwe vincitore di molti premi internazionali. È magnifico sapere che uomini raffinati, i migliori ingegni, si preoccupano per l’angoscia di una persona.
Inoltre la colpa cade alle porte del governo britannico, che fornisce le armi ed i fondi ai dittatori militari della Nigeria, pur sapendo che tutte queste armi saranno usate soltanto contro gli innocenti e disarmati cittadini.
È il governo britannico che inneggia alla democrazia in Nigeria ed in tutta l’Africa, ma sostiene pienamente i dittatori militari; è il governo britannico che supporta le violenze e le devastazioni dell’ambiente da parte di una organizzazione apprezzata, che paga le tasse e crea molti posti di lavoro, come la Shell. Io depongo i miei travagli, la distruzione del popolo Ogoni e di tutte le altre persone che abitano il delta del Niger davanti la porta del governo britannico.
Infine la decisione di fermare questa grande illusione, questa doppia base che ha allungato l’incubo africano e degenera l’umanità, spetta ai cittadini britannici, agli elettori.
Se io muoio o vivo è immateriale. Mi basta sapere che esistono persone che investono tempo, denaro ed energie per combattere questo grande male in mezzo a tanti altri che dominano il mondo. Se essi non accadessero oggi, accadrebbero di certo domani. Noi dobbiamo cominciare a sforzarci di rendere il mondo il miglior luogo per tutto il genere umano - ciascuno contribuendo nel suo piccolo e a suo modo.
Per chi conosce bene l’inglese e volesse consultare la lettera in versione originale può farlo al seguente indirizzo internet:
http://www.scholars.nus.edu.sg/landow/post/sarowiwa/sarowiwabio.html
Alfredo