Il periodo successivo al primo conflitto mondiale lasciava indulgere in un cauto ottimismo: gli accordi sembravano dischiudere un'epoca di pace, cooperazione, stabilità e progresso. Sul piano interno il fascismo si avviava a diventare regime, procedendo rapidamente al suo disegno di integrazione delle masse nel nuovo progetto istituzionale dello Stato.
La provincia italiana degli anni venti, soprattutto nelle zone meridionali, chiuse nell'isolamento e nei pregiudizi, scarsamente informate anche della stessa stampa, non era certo in grado di favorire l'espansione di quell'orientamento "mirato" di politica culturale.
Gli squilibri endemici della società italiana rappresentavano un ostacolo serio allo sviluppo dei moderni metodi di comunicazione.
La politica di ruralizzazione lanciata da Mussolini, l'uso didattico di alcuni strumenti (la radio, il cinema, la pratica musicale), erano concepiti in funzione di gruppi sociali che maggiormente soffrivano della deprivazione culturale e sui quali maggiormente si presupponeva potesse avere maggiore efficacia un messaggio largamente di massa, il cui obiettivo era la propaganda ideologica e politica.
Omogeneità di gruppo e alto grado di sensibilità al messaggio erano invece presenti nel pubblico dei giovani e giovanissimi, che si cercava di coinvolgere in organizzazioni e iniziative.
Le ragioni della propaganda, già evidenti e innegabili, non devono tuttavia far passare in secondo piano il tentativo dei responsabili locali (e anche dei non interessati alla politica) di costruire un rapporto partecipativo attraverso la cultura musicale.
Negli ultimi anni venti il m° Zaccagnini organizzò un corso di musica a Paganica che, a causa della mancanza di fondi, non poté realizzare il fine ultimo: una formazione bandistica.
Per i medesimi motivi nei primi anni trenta, il m° Guido Baldo di SanDemetrio, non poté offrire ai suoi allievi che avevano completato il corso di bandisti a Paganica, la possibilità di esibirsi. Tra gli allievi Mario Boccabella e Angelo Morelli di Camarda, Alarico Pacifico, Nino Mastracci ed altri.
Il terzo tentativo di animare con la banda la provincia agricola paganichese fu fatto dal m° Giannangeli di SanDemetrio. La formazione fu inserita nel programma associativo dell'O.N.D. (Opera Nazionale Dopolavoro), da cui dipendeva la G.I.L. (Gioventù Italiana del Littorio), che finanziò interamente l'acquisto degli strumenti e delle divise.
Il 1938 rappresentò un capitolo importante per la...
STORIA
SONORA DI
PAGANICA
perché l' "Orchestra Musicale di Paganica" si esibì per la prima volta.
Negli anni successivi altri si unirono all'originario organico; la parte dei bassi
era debole numericamente e a Pasqualino Cocciolone, l'unico tra i nuovi
allievi del 1942 che suona ancora oggi nella banda, fu affidato il sax tenore.