La sede dove si provava, collettivamente o per sezioni, era nel "cortile delle
suore", nella sede dell'O.N.D. (l'ultima porta a destra entrando dalla
scalinata di Piazza Umberto I). Gli incontri si intensificavano alla vigilia del
periodo primaverile e pasquale, quando cominciavano i primi contatti per
gli ingaggi. La settimana precedente un concerto ci si vedeva ogni sera, e chi
poteva ripassava la parte affidatagli, tra i ritagli di tempo che gli impegni lavorativi e scolastici permettevano. In solitudine tra le mura domestiche gli allievi non potevano apprezzare a pieno l'armonia di un brano, ma in ogni modo si impegnavano (chi più, chi meno...chi per niente!) a ripetere quel passo che era così ostico. Già!...perché più si ripeteva, meglio usciva...e nell'esercizio di pazienza, soprattutto se si trattava di un allievo in erba, erano coinvolti anche familiari e vicinato. Tutta la sofferenza auricolare svaniva quando si vedeva uscir da casa il bandista, che con divisa e strumento si recava in piazza per l'appuntamento: destinazione concerto!
Per i musicisti più giovani ciò che preoccupava di più era l'esibizione ma, per i più maturi musicalmente, il viaggio era la più grande fatica. I paesi vicini in genere si raggiungevano con il carretto di Mimino Tennina, che prestava volentieri il suo mezzo di trasporto, sul quale salivano fino a venti persone. Se il tragitto era più lungo, Orantino De Cesaris ("degliu Rusciu") e Rotellini dell'Aquila mettevano sempre a disposizione il loro camioncino telato, che non proteggeva però dal polverone che si adagiava su divise e... polmoni!
E la trasferta non fu facile quel pomeriggio al ritorno da Cesoli (vicino Ortona dei Marsi), nel 1947, quando il camioncino in avaria a Fontecchio, lasciò 40 bandisti nel panico: la mattina successiva dovevano essere a Barete per una festa! Il furgone era inutilizzabile e così la banda telefonò affinché qualcuno da Barete venisse a prenderli. Aspettarono tutta la notte e il mezzo arrivò solo in tarda mattinata. Giunti a destinazione, per i bandisti sembrò naturale chiedere un pò di tempo, per ricaricarsi e rifocillarsi prima di suonare. I responsabili della festa, invece, pretendevano una rapida e intensa "messa in funzione" dell'organico strumentale, per recuperare la mancata esibizione mattutina. Il colloquio divenne così acceso da richiedere
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