l'intervento dei carabinieri; acquietati gli animi i bandisti furono invitati a mangiare, uno per ogni casa circa. Nonostante la sventurata e faticosa giornata, la qualità e la bellezza dei pezzi d'opera eseguiti dai nostri paganichesi fu tale da accantonare ogni ombra di rancore da entrambe le parti. Nelle feste di quegl'anni la banda era ingaggiata per l'intera giornata: la mattina per accompagnare la processione e la sera per eseguire pezzi d'opera e marce sinfoniche in piazza. Anna, moglie di Pasqualino, non è stata mai gelosa della passione di suo marito, perché ben sapeva che spesso i numerosi bis richiesti dal pubblico ritardavano il ritorno a casa dei musicisti... ma capitava che gli stessi musicisti erano causa del ritardo! Era all'incirca mezzanotte e l'Orchestra stava tornando da Tussio con il camion; all'improvviso uno dei bandisti saltò giù e si mise a correre tra i campi di grano, carburato euforicamente da qualche bicchiere in eccesso degustato in paese. I compagni dovettero cercarlo per moltissimo tempo a piedi, prima di trovarlo e ricaricarlo sul furgone, e finalmente ripartire per Paganica. Con la banda, un paese era veramente in festa! L'accoglienza era calorosissima, anche perché la musica era l'unico momento ricreativo. Dopo la processione, nel momento della pausa pomeridiana che precedeva lo spettacolo serale, i musicisti paganichesi offrivano, gratuitamente e generosamente, il proprio contributo sonoro per momenti danzanti, ai quali partecipavano gli abitanti del paese in festa. E si ballava fino a che le labbra dei musicisti erano esauste, o quando era oramai ora di salire sul palco, quella magnifica struttura lignea quasi fiabesca che oggi è stata sostituita, per esigenze tecniche, da una struttura più sterile esteticamente. A Villa San Sebastiano il "Concerto Musicale" stava eseguendo un brano d'opera; i suonatori di flicorno e pombardino, poiché occupavano le postazioni più arretrate sul palco, in genere si appoggiavano ai cancelli perimetrali posteriori, sia per mancanza di spazio, sia per aiutarsi a sostenere il peso degli enormi strumenti. Un cancello si sganciò e un bandista cadde all'indietro: il tonfo fu grande, la paura per lo svenimento molta, ma le conseguenze per fortuna lievi. Il secondo conflitto mondiale decimò la formazione bandistica, che sopravvisse fino al 1948, con i maestri De Virgilis, Cesare Tammaro e Di Benedetto. Le esibizioni erano numerose e, sempre più spesso, schiere di appassionati seguivano le trasferte nei paesi limitrofi. A Raiano ci fu una gara tra bande; i simpatizzanti paganichesi accorsero numerosi nella valle subequana per sostenere moralmente l'Orchestra, che era tra le concorrenti. La competizione si trasformò in una reciproca acclamazione delle varie bande, che a turno salivano sul palco per suonare. Già da qualche tempo era iniziata la grande emigrazione degli italiani nel mondo, causa concorrente (insieme a una rivalità tra maestri direttori) allo scioglimento del "Concerto Musicale di Paganica". Il 1949 fu l'ultimo anno di attività.

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