Chi scrive non è un critico d’arte, né conosce i metri con cui giudicare un’opera; ciò nonostante, le mie impressioni concordano perfettamente con quelle di Leo Strozzieri, uno che di queste manifestazioni e dell’arte in generale ha fatto il proprio lavoro, anzi direi che vi ha impostato tutta la vita. Egli infatti afferma, nell’introduzione al catalogo delle opere presenti alla mostra: "Dall’informale dell’artista aquilana si sprigiona una visione dolorosa del reale: la natura che in modo larvale ed impalpabile riaffiora di tanto in tanto è percepita e documentata come fragile, seppur di cieca pulsione energetica... è impressa in ogni opera la carlamità della sofferenza che, attraverso uno scavo impietoso, acquista forza plastica. E cos’è pittoricamente il dolore se non materia sorda, colorazione violacea, bruna, crescita anomala di zone d’ombra, repressione di qualsiasi principio vitalistico in senso umano, esteticità sempre più assottigliata, ottusi spessori di coaguli cromatici."
Anch’io ho notato l’inquietudine che salta fuori da alcuni tratti atipici di paesaggi a me familiari; particolari, come dicevo prima, cui non avevo mai fatto attenzione o che semplicemente non si erano mai aperti alla sensibilità del mio sguardo. Tutti questi discorsi si amplificano e trovano la loro piena attuazione nel "ciclo" delle nuvole, una serie di quadri dedicati alle nuvole ed alle nebbie che si avvolgono in volute, vortici e movimenti caotici attorno alle cime, lasciandole sole, in balia di loro stesse, senza neanche la consolazione di un orizzonte sereno.
Ringrazio Angela Rossi per le belle immagini che ci ha voluto donare, anche a discapito di alcune vicende familiari poco piacevoli, verificatesi proprio nei giorni in cui si svolgeva la mostra. La ringrazio anche a nome della redazione, accostandomi alla sua sofferenza con sensibile solidarietà.
Ricordiamo infine che tale evento ha dato l’opportunità a noi paganichesi di poter di nuovo metter piede e momentaneamente usufruire di alcuni locali del Palazzo del Duca di Costanzo, ahinoi ancora in condizioni poco agevoli.

Alfredo

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