E infine in Europa, nei Balcani, prosegue una presenza di accompagnamento che ha visto dal 1992 centinaia di operatori presenti in Bosnia, Serbia e Kosovo, non solo per la ricostruzione, ma anche per un sostegno psicologico e per una formazione alla cultura della pace. In particolare in Kosovo, teatro in questi giorni di sanguinosi scontri etnici, la Caritas continua a credere e a lavorare per la riconciliazione.
Ricostruzione in Kosovo Sono state ricostruite 1.130 abitazioni e avviati, tra gli altri, 2 progetti significativi: 2 scuole multietniche nella regione di Gijllame per favorire l'integrazione tra bambini serbi ed albanesi e un intervento in varie municipalità del Paese per il sostegno psico-sociale e materiale a famiglie di ex detenuti politici e a quelle che hanno subito lutti a causa della guerra.
Un asilo in Kosovo dove la Caritas svolge attività educativa Accanto agli interventi su scala planetaria, occorre ribadire che ogni iniziativa programmata dalla Caritas è pensata come parte di un itinerario, con lo scopo di continuare a fare proposte di educazione alla mondialità e alla pace, di rileggere alla luce della fede il rapporto tra etica ed economia - per aiutare a pensare ad una carità non separata dalla giustizia e perciò capace di denunciare le strutture di peccato -, di diffondere scelte ispirate alla nonviolenza e comportamenti di responsabilità verso l'ambiente e ogni creatura.
Non si può infatti dire no al terrorismo, né chiedere pace e giustizia senza essere ogni giorno nei propri contesti costruttori di ascolto e dialogo, con scelte di vita giuste, oneste, ispirate alla nonviolenza, da cittadini responsabili e solidali.

"Effetto della giustizia sarà la pace" (Is 32,17).
Roma, 19 marzo 2004

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