Nel dopoguerra la Società delle Nazioni attribuì all'Inghilterra (considerata nazione progredita) il mandato per la Palestina (perché ritenuta una tra le terre abitate da popoli incapaci di autogoverno), e il compito di rendere operante la dichiarazione Balfour. La politica ambigua degli Inglesi sottoposti al loro mandato, che talvolta privilegiava gli interessi degli ebrei (favorendone l'immigrazione) e talvolta quelli degli arabi (promovendone la creazione di istituzioni rappresentative), favorì l'acuirsi dello scontro per la Palestina tra coloni ebrei e residenti arabi, durante gli anni 1920-'30.Nel 1945 (anno in cui si istituì la Lega Araba) in Palestina c'erano 550.000 ebrei e 1.250.000 arabi.
L'urto tra arabi (che si sentivano minacciati dal crescente flusso di popolazione ebraica) ed ebrei si fece allora drammatico, e nel febbraio 1947 la Gran Bretagna annunciò la propria rinuncia al mandato palestinese, rimettendo ogni decisione all'ONU.
Nel novembre 1947 l'Assemblea Generale dell'ONU votò la proposta di una soluzione: il piano prevedeva la spartizione della Palestina in due stati separati - uno arabo e l'altro ebraico -, e il mantenimento di un'amministrazione fiduciaria (sotto il controllo internazionale) a Gerusalemme e nel territorio circostante ad essa. La decisione, accolta con entusiasmo dagli ebrei, venne invece contestata dagli arabi. I due nuovi stati avrebbero dovuto vedere la luce il 14 maggio 1948. I mesi che precedettero tale data furono carichi di tensione e non appena gli Inglesi ebbero lasciato la Palestina, arabi ed ebrei (che proclamarono la nascita dello Stato d'Israele, inteso come patria per tutti gli ebrei) giunsero allo scontro armato: la 1ª guerra arabo-israeliana.
Il conflitto ebbe fine nel 1949 (armistizio di Rodi) con la vittoria di Israele, che annesse gran parte dei territori inizialmente assegnati agli arabi, e prese per sé Gerusalemme Ovest.
Gli arabi e non ebrei che restarono nei territori annessi ottennero la cittadinanza israeliana.
A seguito del conflitto, molti palestinesi persero le proprie case, e i propri mezzi di sussistenza. Il numero dei rifugiati palestinesi censito nel 1950 era di 914.000. Oggi è arrivato a 4.082.300, cui vanno aggiunti altri non riconosciuti.
Nel 1950 fu approvata la "Legge del ritorno": essa stabilisce che chiunque sia nato da madre ebrea o sia convertito all'ebraismo (e non sia membro di altra religione) ha diritto di immigrare in Israele e di ottenere la cittadinanza.
Copertina | 2 | 3 | 4 | 5 | 6 | 7 | 8 | 9 | 10 | 11 | 12 | 13 | 14 | 15 | 16 | 17 | 18 | 19 | 20 | 21 | 22 | 23 | 24 | 25 | 26 | 27 | 28