Il 12 maggio 1423, Braccioforte da Montone tentò di assediare contemporaneamente sia Paganica che L'Aquila. I Paganichesi, rinchiusi dentro le mura del castello, dopo 10 giorni di dura resistenza si arresero sia perché cominciavano a scarseggiare gli alimenti, sia perché Braccioforte aveva un esercito di 4000 uomini a cavallo e centinaia di appiedati, come ci riferisce lo storico Niccolò Ciminiello da Bazzano (se ne venne con tutta la sua gente d'arme, e cavalli, che furono circa 4000 , e assai peduni colli targuni.... e poi se ne annarono a Paganica").
Il nono giorno d'assedio, racconta ancora Ciminiello, il Governatore di Paganica di allora un certo Gregorio da Norcia :".. Dicea: fratelli miei, facemo stimo, che se aspettamo un'altra battaglia, nullo ne campa, chi impicca e chi taglia. Stetteli in campo delli giorni dece, Paganica hebbe , con tutte le fortezze." Dopo la resa forzata, Braccioforte si insediò a Paganica e da qui continuò l'assedio di L'Aquila per ben 13 mesi, fino al 2 giugno del 1424, giorno in cui L'Aquila, dopo essersi rinforzata, affrontò apertamente l'esercito dell'abile condottiero, vincendo la battaglia. In seguito alle gravi ferite riportate nel combattimento Braccioforte morì.La vittoria su Braccioforte da Montone rallegrò molto la regina del Regno di Napoli, Giovanna II, la quale, per riconoscenza e per venire incontro ai danni subiti dalla guerra, esentò gli abitanti di L'Aquila dal pagamento delle convenzioni, dei sussidi e delle collette dovute alla corte reale.
Gli Aquilani, forti di queste gratificazioni e convinti che la resa di Paganica avesse marcherato una vera e propria alleanza con Braccioforte da Montone, il 16 giugno del 1424, solo pochi giorni dopo la vittoria, invasero il paese radendo al suolo le mura del Castello. Così narra i fatti Niccolò da Borbona :"...et essenovi annato Antonuccio Camponisco, a di 16 jugnio1424, fo gettato a terra il castello di Paganica."
Per oltre 180 anni i ruderi dell'edificio restarono abbandonati, finché un nostro compaesano, Giuseppe De Rubeis nato nella casa che aveva trattenuto con le sue mura esterne le rovine del Castello, diventato prima prete e poi Vescovo, coronò il suo sogno, cullato sin da bambino, di far risorgere quel luogo tanto amato dai Paganichesi. Grazie a lui vennero qui costruite una Chiesa ed una Casa Canonica, inaugurate il 4 luglio 1605.
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