• Per quest'anno, non si poteva pensare, anziché sostituire degli impianti esistenti, di costruirne di nuovi, ad esempio quello alla fossa?

    "Beh, il problema è che non sarebbe stato collegato. Prima di fare un impianto alla fossa bisognerebbe costruirci delle infrastrutture, bisogna, cioè, portarci elettricità e acqua, bisogna rifarci dei locali di ricovero e una strada d'accesso. Si è fatta una programmazione che tiene conto della necessità di fare interventi che possano di anno in anno funzionare già a se stanti. Comunque, dato che il progetto esiste, il problema diventa soltanto economico: se ci sono le condizioni nel giro di due o tre anni si realizza tutto."

  • Quindi nei progetti futuri rientra anche l'impianto di Monte Cristo?

    "C'è Monte Cristo che diventa centrale e rispetto a tutto il sistema, e rimane Fonte Cerreto che va adeguata e risistemata a livello di strutture ricettive e turistiche. Inoltre, come già detto, si punterebbe anche sulla Fossa di Paganica, in modo da avere 3 accessi diversi al comprensorio da sfruttarne soltanto alcuni o tutti a seconda delle condizioni metereologiche e di innevamento. Utilizzando altre zone per sciare si limiterebbero i giorni chiusura, che significherebbe far funzionare il comprensorio per oltre cinque mesi l'anno, cosa che quasi nessuno oggi riesce a fare. Anche al Nord sono poche le stazioni che lavorano più di 90-100 giorni l'anno."

  • Come sono i rapporti con il Parco? Permettono di fare nuovi impianti?

    "Beh, adesso il Parco ha approvato il Piano d'Area, che è una specie di grosso piano regolatore della montagna. Ci sono voluti anni di discussioni, dibattiti ed approfondimenti. Adesso è chiaro che ogni progetto va approvato volta per volta da tutti gli enti, non solo dal Parco, però la procedura d'approvazione è molto più semplice e breve, visto che c'è un riferimento urbanistico."

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