La decisione di andar via, che si tradusse in un cambiamento importante di vita, Francesco l'aveva presa assieme a tanti italiani che emigrarono in Germania allo scopo di trovare lavoro.
Nel bagaglio portò con sé anche la voglia di continuare a suonare l'"armonichetta semitonata a bottoni", imparata senza l'ausilio di un maestro di musica.
Teatri e matrimoni furono le occasioni nelle quali era invitato ad esibirsi, e a rafforzare il legame tipico delle comunità italiane emigrate. L'inevitabile primo conflitto mondiale segnò un nuovo bivio decisionale per Francesco: rimanere in Germania e combattere contro la nazione d'origine, o tornare in Italia e schierarsi contro il paese che gli stava dando lavoro?
Da qui inizia la vicenda del protagonista di questo numero della...

 

STORIA SONORA DI PAGANICA

 

...perché Berardino del Grande (figlio di Francesco) nacque nel paese "del Moro" il 4 marzo 1927.
Di padre in figlio l'osmosi dell'amore musicale avvenne naturalmente, e fece di"Dantino" (così era chiamato Berardino) un precoce fisarmonicista già dall'età di dodici anni.
Suo padre aveva riportato dalla Germania il proprio organetto, ma egli preferì la fisarmonica a 24 bassi, e poi quella a 120, forse perché maggiormente si prestava ad accompagnare il canto e il ballo, imprimendo una maggiore forza dinamica.
Dantino era un buon musicista, e come tale trattato da "artista" festeggiato al quale tutte le porte erano aperte: questo spiega la gelosia che caratterizzò in un'occasione, l'atteggiamento nei suoi riguardi delle forze dell'ordine. Era il giorno del matrimonio di Dantino 'u Ruscittu; il novello sposo aveva invitato Berardino e un po' dei suoi amici per allietare gli ospiti della serata con la musica, e come previsto i festeggiamenti si erano protratti fino a tarda notte.
Dopo i commiati, gli artisti uscirono dalla casa situata a S. Antonio e si diressero verso la piazza per far ritorno alle proprie abitazioni, ignari che al "pontone di Ughetto" li stavano aspettando i carabinieri. La giustificazione del "fermo" come infrazione al coprifuoco vigente, celava in realtà il risentimento per il mancato invito da parte dello sposo, e la gelosia

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