Instancabile nell'esecuzione di brani solisti, di accompagnamento ad un canto o per danzare il "ballo della scopa" o quello della "sedia". Richiestissime canzoni quali "Faccetta nera", "Campagnola bella", "Eulalia Torricelli", "Chi è che bussa a 'sta porticella", " quel treno traditore del 1915", "Spazzacamino: né freddo né fame", "Sul ponte di Peratta"...tutte quelle insomma che si ascoltavano attraverso la radio nella sezione del "Dopolavoro" (organizzazione di massa promossa dal fascismo il cui scopo era quello di socializzare le masse di lavoratori, adeguando le loro funzioni e i loro compiti ai principi dello Stato corporativo) situata nel cortile del Palazzo Ducale.
Instancabile Dantino a tal punto che era sempre il fratello Umberto, il più piccolo della famiglia "Giardino" (così soprannominato perché il nonno Berardino era giardiniere nella villa paganichese "Dragonetti De Torres"), che premeva per sciogliere l'interminabile serata musicale, e perciò chiamato dalla compagnia "La suocera".
L'esuberanza del temperamento della squadra si evidenziava in occasione dei festeggiamenti di Carnevale, durante i quali si metteva in scena una specie di rappresentazione teatrale, la cui preparazione era assai laboriosa. Da prima si procedeva alla scelta dell'opera; dopo la lettura del testo originale se ne faceva una sceneggiatura che comprendeva dialoghi, monologhi, canti, brani strumentali e balli.
Dantino curava la sezione musicale, altri la scenografia montata su un carretto (metodo che permetteva lo spostamento agevole per le repliche da un rione all'altro), altri ancora il lavoro di regia.... Per la compagnia teatrale, composta di aitanti giovanotti, l'unico problema poteva essere rappresentato dal reperimento di vestiario femminile della taglia adatta a loro: per fortuna Dantino poteva far affidamento sulla comare Aloisia (la mamma di Antonio Fiordigigli: "Pennazzò") che volentieri gli prestava le proprie gonne, di misura extralarge.
Grande successo ebbe la rappresentazione della celebre "Tosca" e della "Domenica andando alla messa", forti di popolari e conosciutissimi brani musicali che Dantino aveva sapientemente arrangiato, e che gli spettatori entusiasti applaudirono tanto da "[...]...Farsi diventar rosse le mani", come racconta Umberto!

Grazie ai preziosi racconti di vita di Umberto

-ERRATA CORRIGE-
Nella scorsa puntata della "Storia sonora di Paganica" abbiamo citato come proprietario della sala in Castellano 62 Vincenzo Rotellini. Beh, tenevamo a dirci che il nome del proprietario non era questo, bensì Vincenzo Tennina. Scusate la svista.

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