Arte & Co.

I nonni che fanno la storia

Cari lettori de L'Albero eccoci giunti alla quarta edizione della rubrica di arte, letteratura, cultura e chi più ne ha più ne metta. In questo numero sono ben lieto di annunciarvi l'uscita di un libro tutto paganichese, Lo scorso mese di maggio si è tenuta, presso la chiesa del castello la sesta edizione del premio letterario "La Spiga d'Oro", organizzata dall'associazione culturale "Il Moro", con la fresca novità (molto ben accetta dal sottoscritto) di una sezione per ragazzi. Il tema sul quale si sono contesi il primo premio è stato "Il mio paese - La mia città, nei racconti del nonno e nell'attualità". Molti sono stati i partecipanti ed altrettanti i temi e i disegni interessanti. Fra i temi pubblicati nel libro edito per l'occasione dall'associazione organizzatrice, ve ne sono due riguardanti Paganica. Per questioni di spazio non siamo in grado di riportarli entrambi. Pertanto abbiamo scelto a caso. Il tema che vi proponiamo è stato scritto da Lucia Zugaro, ma non se ne abbia la cara Martina Rossi, comunque autrice di un bellissimo racconto, scritto peraltro in una forma elogiabile. Prima di concludere vi rimandiamo alla lettura integrale del libro. Buona lettura e... al prossimo numero.

Alfredo

Sono una ragazza di tredici anni e sono sempre vissuta a Paganica. Il paese si trova in una bella vallata ai piedi del Gran Sasso d'Italia, a circa sei chilometri da L'Aquila. In esso si svolgono ancora attività agricole e pastorali, strettamente legate alle antiche tradizioni del passato, per le quali vengono utilizzati mezzi e tecniche moderni. Purtroppo queste attività sono limitate e vanno quasi scomparendo perché molti hanno deliberatamente scelto di svolgere altri lavori e solo pochi possono dedicarvisi, in quanto il terreno da coltivare è notevolmente diminuito a causa di insediamenti industriali e di nuove abitazioni.
Io sono molto legata al mondo agricolo e pastorale e provo un certo dispiacere per le trasformazioni a cui il territorio è continuamente sottoposto, tutto ciò deriva dal fatto di aver subito il fascino di questo mondo dai racconti che voglio sottoporre alla vostra attenzione con le dirette parole di mia nonna.
"Quando avevo la tua età non andavo a scuola perché in famiglia non c'erano abbastanza soldi per mantenermi agli studi, eravamo quattro figli e i nostri genitori avevano come unico reddito quello derivante dalla vendita di quei prodotti agricoli che costituivano un di più rispetto alle esigenze della famiglia. Devi sapere che non passavo buona parte della giornata davanti al televisore, al computer o ai videogiochi, tutte cose che allora non esistevano, come fanno oggi molti ragazzi, andavo invece nei campi o nella stalla ad aiutare i miei genitori.
In casa non avevamo i termosifoni, durante l'inverno per scaldarci l'unica fonte di calore era il camino che veniva alimentato con la legna di nostra proprietà, tagliata durante l'estate e trasportata con il carretto trainato dall'asino. Nella nostra abitazione, inoltre, come del resto anche in quelle delle altre persone, non c'era l'acqua e nostra madre ogni mattina si alzava molto presto per andare a lavare i panni alla fonte di S. Antonio e con la conca riportava l'acqua

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