di Paganica: "Chiuso il presente registro oggi 20 settembre 1927, data di decorrenza del R.D. 29 luglio 1927 nr 1558 col quale il Comune di Paganica è stato aggregato a quello dell'Aquila."
Si chiudeva così la gloriosa storia di un Comune d'Italia di ben 7000 abitanti!
Nel frattempo per fare la Grande Aquila, si costruivano in città grandi opere mentre ai cittadini le tasse venivano quasi quintuplicate e si scatenarono veri e propri scontri soppressi dalle forze del regime.
Pochissime furono le opere importanti fatte nel nostro paese per mantenere il passo con i Comuni del circondario rimasti autonomi. E' poi degli ultimi 40 anni, l'esproprio dei terreni di cui erano proprietari quasi al 100% i cittadini Paganichesi, per l'insediamento del Nucleo Industriale di Bazzano che avrebbe dovuto portare ricchezza e benessere, ma che purtroppo, come tutti sappiamo, impiega solo pochi Paganichesi e ospita, invece, numerosi capannoni vuoti .Per fortuna però, il sottosuolo sta restituendo alla collettività una parte molto importante della storia del nostro territorio con reperti archeologici pregevoli, con la speranza di poterli ospitare, valorizzare e ammirare in un area museale all'interno del ex palazzo Ducale. Non ci voleva infine, per il nostro territorio, l'abbassamento della falda acquifera di alcuni corsi d'acqua come la Concia, l'acqua di Sant'Angelo e lo stesso torrente Raiale che mai come questi ultimi anni durante l'estate è rimasto a secco, contribuendo così alla desertificazione dei terreni più vicini al paese e più fertili. Occorrerebbero opere di contenimento di questo prezioso liquido, sia a monte che a valle del paese, ma su questi problemi, pare, che sia la classe politica locale che quella aquilana non siano sufficientemente sensibili.

Alloggia Raffaele

X CIRCOSCRIZIONE

la cronaca

Giovedì 22/05/03

Al consiglio sono presenti tutt'e dodici i consiglieri, inoltre c'è l'assessore provinciale Di Luzio (UDC), che è stato invitato per illustrare il "Progetto di irrigazione Vera-Raiale". Per lo stesso motivo è stato convocato anche il presidente del Consorzio di Bonifica, che però non si è presentato.
Di Luzio incomincia ad esporre dicendo che la Provincia ha l'obbligo di pianificare gli interventi sul territorio e, per fare questo, consulta il Consorzio di Bonifica, dopodiché il piano viene approvato e dopo 30 giorni approvato definitivamente. Al che, il Consorzio potrà muoversi all'interno di tale Piano.

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