Nel 1589 il nostro paese, oltre al mantenimento delle truppe Spagnole, dovette far fronte ad una grave carestia che costrinse il Sindaco del Comune di Paganica a chiedere dei prestiti a famiglie benestanti e a Istituti Ecclesiastici di L'Aquila, per acquistare il grano da semina per tutte le famiglie del Comune: la gelata aveva, infatti, completamente distrutto il raccolto: Il sindaco confidava di poter restituire il prestito l'anno successivo ma, come si dice, i mali non vengono mai da soli , cosicché anche l'anno dopo non ci fu raccolto.
I creditori iniziarono, quindi, ad aumentare gli interessi che, dal 2,5% ufficiale, arrivarono fino al 7-8%. L'ingenza del debito fu tale da gravare sui redditi dei cittadini di Paganica per oltre 200 anni!
Queste notizie ci sono pervenute grazie all'avvocato Isidoro Carli che difendeva, nell'ultima causa del 8 marzo 1827, il Comune di Paganica contro i supposti Creditori. La sua documentazione è il risultato della la sintesi di ben 14 grosse cartelle, accumulatesi nel corso di quei duecento anni, e di più cause celebrate, tutte senza successo per i paganichesi: "….Eccoci al punto di vedere alla purfine appagati i voti di una popolazione per quanto devota ed ubbidiente al proprio Monarca, altrettanto afflitta da una lite annosissima, per debiti non veri, illegali, oppressivi, della popolazione noi parliamo che trovasi nel bel recinto del Comune di Paganica, che sebbene arricchito dalla sua naturale posizione, d'un suolo fertile e vestito tutto d'alberi e viti di ogni specie, di praterie, di canapine di bellissima esposizione, d'aer salubre, d'acque abbondanti, ameno, delizioso, pur divenne fin da due secoli addietro, disgraziato e infelice.
Cominciarono in questo Comune i debiti a premere quei miseri Abitanti fin dal 1589, progredirono indi di mano in mano sempre crescendo e per quanto si adoperassero quelli ad estinguerli, alleviarli, diminuirli pure li videro loro malincuore, crescere sempre e raddoppiare sino nel 1622."
La documentazione si conclude con la sentenza del Giudice D. Ferdinando Cannavina."...Il che porta in sostanza la integrale assoluzione de' millantati debiti, l'annullamento da parte dei Creditori, la restituzione dell'indebito esatto da Costoro dal 1809 a questa parte, non che quella del dippiù esatto dagli altri Creditori da tanti anni in qua; la restituzione dell'indebito esatto dal Signor ...secondo il calcolo fattone dal Contabile dell'Intendenza, e la condanna della emenda de' danni, spese, ed interessi d'interessi." Sarebbe interessante sapere se ciò, in seguito, sia avvenuto. Passando poi al secolo scorso, durante il periodo fascista, in Italia furono soppressi molti comuni fra cui anche il nostro.
Il 3 marzo 1927 il Prefetto comunicava la decisione al sindaco Alessandro Vivio, che era stato nominato Podestà, e dopo 6 mesi di governo podestarile, egli così terminò il registro nr 77 delle deliberazioni del Podestà del Comune
11

Copertina | 2 | 3 | 4 | 5 | 6 | 7 | 8 | 9 | 10 | 11 | 12 | 13 | 14 | 15 | 16 | 17 | 18 | 19 | 20 | 21 | 22 | 23 | 24 | 25 | 26 | 27 | 28