In generale è l’atteggiamento dei consiglieri comunali che non mi piace: abbiamo 6 o 7 consiglieri paganichesi che dovrebbero collaborare attivamente con me per parlare dei problemi e per fare delle proposte per la Circoscrizione; ma ciò non è esistito in passato con Pasqualino (l’ex Presidente di Circoscrizione Giambernardini, ndr) e non esiste neanche adesso con me.
Queste sono le motivazioni che mi hanno portato alle dimissioni, a prescindere dalle escandescenze di alcuni consiglieri di Circoscrizione nei miei confronti. Non è stata una vigliaccheria la mia; non è stato l’essermi sentito perso, anche se è dura prendere delle decisioni da solo in una circoscrizione di 7500 abitanti quando non ti senti vicino il popolo e i politici più "grandi": è stato un atto di rabbia nei confronti di tutte queste cose che stavano accadendo e che volevo troncare subito".

E dopo le dimissioni?
"Dopo le dimissioni ho subito riproposto la mia candidatura perché in ogni caso non volevo che questa Circoscrizione restasse per troppo tempo senza Presidente: ho dato la possibilità ai consiglieri di centrodestra di eleggerne uno nuovo, uno qualsiasi, purché si fosse adoperato per il bene della comunità, ma non è andata così. Ricandidarmi è stato soltanto un atto di responsabilità".

Non ha mai pensato che la sua ricandidatura, dopo le dimissioni, potesse essere considerata un atto di incoerenza?
"Certo, ma ho già spiegato il perché delle mie scelte, mentre gli assenti ai consigli ancora non hanno fornito una spiegazione ufficiale delle loro assenze. Sapevo che dimettendomi avrei corso il rischio di buttare la Presidenza alle ortiche e di punire il centrosinistra; non è stato facile andare al Sindaco e presentare le mie dimissioni".

Il Sindaco che cosa le ha detto in particolare?
"Il Sindaco non può che accettare la volontà di un Presidente che vuole andare via".

Perché secondo lei non è stato eletto come Presidente un consigliere di maggioranza?
"Non faccio parte di quello schieramento, pertanto non voglio mettere becco in quello che è successo tra di loro. Dai giornali ho letto che insieme ad Ugo De Paulis, che doveva essere il candidato in base ad accordi pre-elettorali, si sono proposti anche Simona Federici e Antonio Ferella, per cui nello stesso partito (UDC), che presenta 3 consiglieri, ci sarebbero altrettanti candidati alla Presidenza del consiglio; evidentemente non si è arrivati ad un accordo".

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