risponde ai bisogni indotti dall'industria culturale di una società che crea continuamente nuovi modelli di riferimento. Repertori non originali, né vastissimi che però non ci si stancava mai di ascoltare ogni sera (o quasi) durante l'estate, il Carnevale, e soprattutto nelle sere d'inverno, quando ci si riuniva nelle stalle o nei "pagliari".
Gioacchino era uno degli ospiti graditi nel pagliaio di Margherita "L'Aragnetta" (situato al Colle in via del Melograno) e nella "Sala" (una stalla di via Castellano, all'odierno numero civico 62) così detta perché l'unica in paese con la pavimentazione in cemento che permetteva di roteare agevolmente durante i balli.
Chi si recava nei pagliai portava un fiasco di vino, che mescolato con quello portato dagli altri ospiti, era degustato fino al termine della serata.
Il proprietario della Sala era Vincenzo Rotellini: nonostante i suoi problemi motori conservava un entusiasmo straordinario tale da non assentarsi neppure una sera, e non proibiva alla moglie quella poca spensieratezza serale, che purtroppo lui non poteva manifestare danzando. Aveva fatto sistemare in un cantuccio un letto e due bastoni; da questa postazione seguiva, coordinava, e se c'era qualcuno che "sgarrava" in note, danze, parole o comportamenti, era pronto a rimetterlo in riga con il bastone lungo o corto, a seconda se il castigato si trovava vicino o lontano dal suo letto.
Compagni di serate musicali di Gioacchino erano: Ligio de Mariannina con la chitarra, Antonio Ciuca con il mandolino (che a detta di Bombardino aveva "orecchio"), e Peppe dei Bardasci di Pietralata (stirpe dalle doti canore) che con l'acciarino (il triangolo) e i cucchiai dirigeva tutta la sezione delle percussioni improvvisate.
La Sala in via Castellano 62 Più romantiche erano invece le serenate che portavano alle loro fidanzate, o che gli spasimanti di Paganica "comandavano" per le loro "desiderate": per il pudore di quel periodo due fidanzati non potevano rivolgersi quasi la parola, e le serenate erano così l'unica maniera per dimostrare l'ardore del sentimento. E all'amata si dovevano portare almeno tre serenate perché... " 'na sonata pe' amicizia, due pe' sfregio, tre per amore".
Seppur nel cuore della notte, per Linda (figlia di Gioacchino) non era mai un disturbo esser svegliata a suon di musica quando i musicisti decidevano di sostare in casa Rossi; la canzone che lei ascoltava più volentieri era "Marina"...e il caso ha voluto che fosse il nome di una delle sue nipoti!
Una sera Bombardino era andato a suonare con la solita "combriccola", alla quale mancava Peppe, che aveva preferito coricarsi presto; sentendo l'assenza del percussionista, Bombardino propose di portargli la serenata. Arrivati a Pietralata sotto la finestra della camera iniziarono a suonare... dopo poco si spalancò la finestra e Peppe in pigiama e sua moglie in camicia cominciarono a ballare, e proseguirono per tutta la notte nella loro camera, felici di quella sorpresa che durò fino all'alba.

Grazie a Linda per la musica dei suoi ricordi

21

Copertina | 2 | 3 | 4 | 5 | 6 | 7 | 8 | 9 | 10 | 11 | 12 | 13 | 14 | 15 | 16 | 17 | 18 | 19 | 20 | 21 | 22 | 23 | 24