Ecco la "brillante" soluzione proposta:
Che cosa vogliamo fare a questo punto?
Se continuiamo di questo passo, senza reagire ed opporci, quelli che credono di essere i padroni del mondo porteranno avanti l'arroganza della legge del profitto e del più forte, saturando il mondo di ingiustizia.
Se, invece, non vogliamo restare passivi dobbiamo impegnarci concretamente per la pace in tutte le sue forme. Sul tema dell'acqua in particolare:
far conoscere agli altri ciò che qualcuno sta decidendo anche per noi; riflettere ciascuno sul proprio consumo -e spreco!- di acqua, a partire dal semplice rubinetto lasciato aperto mentre ci si lavano i denti; cominciare a pensare, e a far pensare, a come ciascuno userebbe l'acqua se fosse un beduino nel deserto!
Non possiamo rimanere indifferenti perché la pace non è una semplice parola, ma tutta la nostra vita.
E per ottenere la pace nel mondo non è sufficiente far finire tutte le guerre in corso. Né tantomeno si ottiene armandoci o con altre guerre, ma dando a tutti le risorse umane e materiali necessarie per una vita dignitosa. La pace, ci ricorda don Tonino Bello "non è frutto della paura ma dell'amore".
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