Ecco la "brillante" soluzione proposta: Per discutere la "questione acqua" i piccoli del mondo si sono riuniti a Firenze, nel Forum Alternativo Mondiale sull'acqua, in contemporanea coi grandi di Kyoto. Forse i piccoli del mondo hanno occhi meno rivolti solo su se stessi e riescono a guardare un po' più lontano. Forse hanno capito un po' meglio che l'acqua fa parte del grande libro della pace.
Propongono di far accedere il Sud alle tecnologie, come la desalinizzazione dell'acqua, ma a basso costo.
Hanno capito che fintanto che non ci sarà una politica mondiale dell'acqua, i popoli nelle regioni aride saranno condannati a fare la guerra. Tutto questo si può superare creando una politica mondiale dell'acqua, facendo in modo che l'acqua non sia un problema di chi non ce l'ha, ma di tutti.

Che cosa vogliamo fare a questo punto?
Se continuiamo di questo passo, senza reagire ed opporci, quelli che credono di essere i padroni del mondo porteranno avanti l'arroganza della legge del profitto e del più forte, saturando il mondo di ingiustizia.
Se, invece, non vogliamo restare passivi dobbiamo impegnarci concretamente per la pace in tutte le sue forme. Sul tema dell'acqua in particolare:
far conoscere agli altri ciò che qualcuno sta decidendo anche per noi; riflettere ciascuno sul proprio consumo -e spreco!- di acqua, a partire dal semplice rubinetto lasciato aperto mentre ci si lavano i denti; cominciare a pensare, e a far pensare, a come ciascuno userebbe l'acqua se fosse un beduino nel deserto!
Non possiamo rimanere indifferenti perché la pace non è una semplice parola, ma tutta la nostra vita.
E per ottenere la pace nel mondo non è sufficiente far finire tutte le guerre in corso. Né tantomeno si ottiene armandoci o con altre guerre, ma dando a tutti le risorse umane e materiali necessarie per una vita dignitosa. La pace, ci ricorda don Tonino Bello "non è frutto della paura ma dell'amore".

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