Come l'umanità gestisce la sua acqua?
Qualche dato parla da solo: Già da alcuni anni sono nate compagnie private dell'acqua operanti a livello internazionale. I mercanti fanno affari col nostro rubinetto.
Le due più grandi compagnie private dell'acqua operanti a livello internazionale, la Suez e la Vivendi, entrambe francesi, sono passate dagli anni '80 al 2000 a distribuire acqua da non più di 300.000 persone al di fuori della Francia a più di 100.000.000 di persone ciascuna. Ed ecco la vera follia: una risorsa naturale come l'acqua diventa sempre più una merce come le altre. E le merci, si sa, non sono un diritto di tutti ma solo il privilegio di chi può comprarle.
La privatizzazione dell'acqua nella maggior parte dei casi dove è già stata attuata, specie nei paesi del Sud, ha fatto salire i prezzi alle stelle (come a Cochabamba in Bolivia, a Manila nelle Filippine, a Santa Fé in Argentina).
Per discutere "la questione acqua" i grandi del mondo si sono riuniti a Kyoto tra il 17 e il 22 marzo 2003 nel 3° Forum Mondiale dell'acqua, su iniziativa della Banca Mondiale e delle maggiori imprese multinazionali private dell'acqua. Ma come può pensare di gestire al meglio un bene comune a tutti, chi su quel bene ha un interesse privato? Naturalmente badando al loro interesse, i promotori del forum partono dal considerare l'acqua principalmente come bene economico anziché come un diritto umano.
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