Si sono così realizzati, sparsi per tutto il territorio del parco, centri-servizi e direzionali, centri di documentazione e di educazione sull'ambiente ed altre infrastrutture. Nel realizzarle si è applicata la politica del "riutilizzare il vecchio". In tal modo, si è cercato di acquisire vecchie strutture e riportarle a nuovo. Un esempio ci è dato dal centro direzionale di Assergi, realizzato dal restauro dell'ex convento di S. Francesco. Ed è sul restauro e la valorizzazione dei centri storici dei tanti paesi del parco che l'ente si è adoperato, eseguendo restauri di edifici e monumenti storici e concedendo finanziamenti a privati residenti nel parco.
Altri importantissimi lavori per questi paesi sono stati eseguiti sulla rete fognaria e sulla metanizzazione.
In alcune zone il parco ha dato il suo contributo nell'esecuzione di scavi archeologici, come, ad esempio, quelli sulla piana di S. Marco, nei pressi di Castel del Monte.
Dal punto di vista puramente ambientale, i lavori hanno riguardato per la maggior parte il recupero di alcuni sentieri e l'eliminazione di detrattori ambientali, quali cave e discariche.
Quando si pensa ad un parco il collegamento logico immediato porta a pensare ad animali, piante e cascate. Beh, per quanto riguarda questo aspetto le attività del parco sono consistite, prevalentemente, nel sorvegliare il normale corso naturale, mediante censimenti e monitoraggi. Comunque alcuni interventi sono stati eseguiti, tra cui rimboschimenti e sottrazioni di piante al taglio.
Parallelamente alla tutela, si è operato anche dal punto di vista educativo e della ricerca, collaborando con diverse università. Un altro aspetto importante di quanto svolto sinora dal parco, è la tutela e la valorizzazione dei prodotti tipici. Collaborando con "Slow Food" ed altre associazioni gastronomiche si è cercato di far rientrare nell'Atlante dei Prodotti Tipici, alcuni dei nostri cibi, tra cui citiamo, con un certo orgoglio, i fagioli di Paganica (anche se il nostro paese non rientra nel territorio del parco), nonché la mortadella di Campotosto (meglio nota come "coglioni di mulo") e il pecorino di Farindola.
Un'altra delle attività di notevole interesse riguarda la concessione di risarcimenti e contributi.
Nel caso in cui, infatti, uno degli animali "residenti" all'interno del parco provochi danni ad animali o coltivazioni di privati, l'Ente provvede a rifondere i danni provocati.
Inoltre, allo scopo di sostenere e far sviluppare attività agro- silvo- pastorali, concede contributi per determinati interventi.
Tra i tanti citiamo la salvaguardia e la conservazione di razze animali locali e di alcune specie vegetali (tra cui lo zafferano), e l'introduzione dell'uso di energie alternative. È bene sottolineare, però, che questi ultimi contributi sono diretti soltanto a imprenditori, cooperative e società.
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