Avevo scritto nei giorni passati un articolo sulla guerra. Ieri è successo
qualcosa che mi ha portato a ricominciarlo daccapo! Al vecchio articolo mancava
la conclusione e proprio quando, ieri, l'avevo trovata, mi sono resa conto che a partire da quella conclusione dovevo cominciare.
La conclusione di cui parlo era questa frase di M.L. King.
Il silenzio degli onesti...
Davanti alla televisione per giorni abbiamo ascoltato le notizie sui "venti di guerra", sulla politica americana e su quella italiana ad essa passivamente subordinata.
I violenti parlavano, e gli onesti? Dov'erano le risposte degli onesti?
Ieri, 15 febbraio, ho ascoltato "la voce degli onesti". Un unico coro di centodieci milioni di NO ALLA GUERRA. Tre milioni solo a Roma.
Non sto parlando di ciò che ho visto alla televisione o di ciò che ho sentito raccontare. Parlo di ciò che ho visto e sentito in prima persona perché in quel mare di bandiere e persone indistinguibili alla TV io c'ero dentro. In mezzo a TANTI, davvero TANTI che volevano finalmente far sentire la loro voce.
Ma, oltre ad aver "parlato", i giovani e meno giovani presenti alla manifestazione hanno anche ascoltato. Hanno ascoltato da un palco in piazza S.Giovanni voci che non trovano voce (scusate il gioco di parole!) nei nostri mass media "iper-politicizzati".

Non so cos'abbiano raccontato ieri i telegiornali nazionali. So che io ho visto alcuni giornalisti della RAI che sono saliti sul palco imbavagliati per protestare contro il silenzio della nostra TV pubblica sull'evento. Dalla RAI è stato dichiarato che non è stato trasmesso in diretta televisiva "per non influenzare i parlamentari che fra qualche giorno dovranno decidere sulla guerra".
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