Arte & Co.

Salve a tutti, come vi sentite in questo momento? Non preoccupatevi, perchè qualunque sia il vostro stato d'animo, dallo scorso numero dell'Albero c'è la nostra nuova rubrica di arte, letteratura eccetera, eccetera, eccetera... a donarvi un lieve, eppur catarti- co sollievo dalle vostre fatiche quotidiane.
Oggi vi farò conoscere uno scienziato geniale, di una genialità un po' particolare. Direi, oltre che, naturalmente, fuori dal comune (altrimenti che scienziato sarebbe?), anche un po' folle. Si chiama Ismael Adelante Ismael Prof. Bartleboom ed in questo momento è tutto preso dalle sue ricerche volte a studiare "dove finisce il mare". E' una gran brava persona, forse un po' problematica, ma molto paziente e profonda. A me lo ha presentato un certo Alessandro Baricco. Lo conoscete? Ma sì, quel giovane che ha scritto tanti romanzi, uno dei quali mi sembra si chiami "Oceano Mare" ...Ah, sì, mi pare di averlo sentito... Beh, visto che lo avete già sentito, provate anche a leggerlo. Io l'ho letto e vi assicuro che potrebbe piacervi. Non so dirvi di cosa tratti esattamente e forse, dopo che lo avrete letto, è probabile che neanche voi sapreste raccontare a qualcun altro le vicende dei vari personaggi che popolano la spiaggia del mare in prossimità della locanda Almayer.
Ma torniamo a Bartleboom. Se non fosse un personaggio uscito dalla fantasia di un romanziere e mi avessero detto dove trovarlo, sarei partito per andare a conoscerlo di persona. Da quando ho letto la sua storia ho sentito una particolare attrazione verso di lui. Non tanto perchè è uno scienziato, quanto per il fatto che... che... No! Non voglio raccontarvelo io quello che mi ha colpito in Bartleboom, voglio che siano le stesse parole di Alessandro Baricco ad entrarvi dritto nel cuore, così come sono entrate nel mio:

"Sera. Locanda di Almayer. Stanza al primo piano, in fondo al corridoio. Scrittoio, lampada a petrolio, silenzio. Una vestaglia grigia con dentro Bartleboom. Due pantofole grigie con dentro i suoi piedi. Foglio bianco sullo scrittoio, penna e calamaio. Scrive, Bartleboom, scrive.

Mia adorata.
Sono arrivato al mare. Vi risparmio le fatiche e le miserie del viaggio: ciò che conta è che ora sono qui. La locanda è ospitale: semplice, ma ospitale. È sul colmo di una piccola collina, proprio davanti alla spiaggia. La sera si alza la marea e l'acqua arriva fin quasi sotto la mia finestra. È come stare su una nave. Vi piacerebbe! Io non sono mai stato su una nave.
Domani inizierò i miei studi. Il posto mi sembra ideale.

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