Saddam Hussein è ancora al suo posto. Il Kurdistan non ha il petrolio. Nessuno l'ha difeso. Qualche anno dopo l'Iraq ha invaso il Qwait. Sappiamo tutti lo spiegamento di forze che c'è stato...
E Saddam Hussein è ancora al suo posto.
Sapevamo che è un dittatore, uno dei peggiori. Ora c'è bisogno di un'altra guerra per disarmarlo e magari lasciarlo al suo posto? Ah, dimenticavo un piccolo particolare. Quelle armi chimiche, quei gas tossici utilizzati ad Halabja: erano di fabbricazione europea e americana. Interessante: vendiamo armi e poi ci stupiamo se qualcuno le utilizza!
"Voi giovani qui presenti non avete conosciuto la guerra. Io non ho conosciuto la pace".
Ora ditemi voi quanto questa ragazza avesse motivazioni valide per appoggiare una guerra contro Saddam...
E invece stava parlando per la pace. Lei che conosce la guerra ha capito che non è quella la strada per ottenere la giustizia.
- Ho ascoltato un rappresentante dei popoli islamici dire che la sua religione professa la pace e l'amore come la nostra. Non è il Corano il terreno fertile del terrorismo. E' la miseria della gente che, se manipolata "a puntino" da qualche esaltato, può arrivare ai risultati che conosciamo.
- Ho ascoltato che nei conflitti di oggi più del 90% delle vittime sono civili. E che l'Iraq, dagli stessi ricercatori americani mandati per studiare l'impatto delle sanzioni (inflitte dopo la guerra del '90) sulla popolazione, è stato descritto come un gigantesco "campo profughi".
Più dei 2/3 della popolazione, senza gli aiuti governativi o internazionali, non sopravviverebbe. I medicinali in suo possesso sono sufficienti a fronteggiare meno di 5 mesi di guerra. Un popolo oppresso dalle scelte sbagliate del suo dittatore. Che vive le privazioni dell'embargo. Ecco l'altro volto di chi vogliamo attaccare...
- Ho ascoltato una donna americana, che poi ho scoperto essere la prima donna-pastore protestante del suo paese. Accolta con dei fischi, salutata con molti applausi. Diceva che anche tanti americani sono contro la guerra. Anche se è difficile che la loro voce giunga fino a noi, tanto è sovrastata da quella del presidente Bush.
- Ho ascoltato che a New York molti parenti delle vittime dell'attacco alle torri gemelle stavano manifestando per la pace. E questo non fa molto riflettere? Ho ascoltato in questo modo la "voce degli onesti", che i violenti vorrebbero far diventare silenzio.
Ora ho un ultimo ragionamento da fare.
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